Contratti a termine e somministrazione, tutte le novità

Contratti a termine e somministrazione, tutte le novità

Nella seduta del 2 luglio 2018 (in vigore dal 14 luglio) il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge recante misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (c.d. decreto dignità) che contiene  rilevanti novità per i datori di lavoro. 

Dopo il consueto iter di consultazioni previste per la legge di conversione, in data 2 agosto il decreto è stato approvato dalla Camera. Il testo passa ora all’esame del Senato che non dovrebbe apportare modifiche sostanziali.

Questo l’attuale quadro normativo:

 

Contratto a termine

Introdotti rilevanti modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato.

La durata massima prevista diviene pari a 24 mesi (anziché gli attuali 36 mesi). E, comunque, per un massimo di 4 volte (anziché le attuali 5).

In caso di stipula di un contratto di durata superiore a 12 mesi viene reintrodotta la cd. causale, ossia la ragione che giustifica l’assunzione temporanea. Questo l’elenco delle causali:

a)      esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività per esigenze sostitutive di altri lavoratori;

b)      esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

 

In caso di stipula di un contratto di durata superiore a 12 mesi in assenza di causale, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di 12 mesi.

Ciò anche nel caso in cui il limite di 24 mesi venga superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti.

Qualora il numero delle proroghe sia superiore al massimo consentito ora dalla legge (4 volte), il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta (anziché sesta) proroga.

Tali disposizioni si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto (14 luglio), nonché ai rinnovi e alle proroghe contrattuali successivi al 31 ottobre 2018.

In generale, il contratto di lavoro a termine può essere rinnovato solo a fronte delle condizioni giustificative sopra elencate.

La proroga, invece, può essere effettuata liberamente soltanto nei primi 12 mesi. In caso di violazione il rapporto di lavoro si trasforma automaticamente a tempo indeterminato.

Ad eccezione dei contratti di durata non superiore a 12 giorni, l’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta da atto scritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della prestazione.

L’atto scritto deve contenere, in caso di rinnovo, l’indicazione delle predette esigenze (temporanee ed oggettive, ovvero connesse ad incrementi temporanei) in base alle quali è stipulato.

In caso di proroga dello stesso rapporto tale indicazione è necessaria solo se il termine complessivo eccede i 12 mesi.

Infine viene stabilito che l’impugnazione del contratto a tempo determinato possa avvenire da parte del lavoratore entro 180 (anziché 120) giorni dalla cessazione del singolo contratto.

Il Decreto in esame ha aumentato gli importi dovuti a titolo di contributo addizionale per le prestazioni di lavoro a termine.

In relazione all’importo previsto dalla disciplina di cui all’art. 2, comma 28, della Legge n. 92/2012, pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, lo stesso risulta incrementato di:

0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.”

 

Indennità di licenziamento

In relazione a quanto previsto in ambito all’indennità di licenziamento, il Decreto Dignità modifica il disposto normativo di cui all’art. 3, comma 1, del D.Lgs n. 23/2015, incrementando le somme che l’azienda sarà obbligata a riconoscere al lavoratore in caso di procedimento espulsivo illegittimo (fatte salve le più gravi ipotesi di cui all’art. 2 d.lgs. 23/2015).

Nel caso in cui il giudice accerti l’inesistenza del giustificato motivo oggettivo, del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa posta dal datore di lavoro a fondamento del licenziamento, questi dichiara estinto il rapporto di lavoro e condanna il datore di lavoro a pagare al lavoratore una indennità pari a 2 mensilità di retribuzione per ciascun anno di lavoro prestato alle dipendenze del datore di lavoro e, comunque, non inferiore a 6 (anziché le 4 precedenti) e non superiore a 36 (anziché 24).

In caso di piccole imprese (con un numero di dipendenti inferiore a 15) le indennità è dimezzata (con un minimo di 3 ed un massimo di 6).

 

 Lavoro accessorio

Tornano fruibili, ma solo per il settore agricolo, per gli alberghi fino a 8 dipendenti e per gli enti locali, i voucher con un limite temporale di utilizzo di 10 giorni.

Il disegno di legge di conversione del decreto prevede anche un altro vincolo: i voucher possono essere usati solo per pagare le prestazioni rese da pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati e percettori del reddito di inclusione o di altre forme di sostegno al reddito.

A richiesta del prestatore il pagamento del compenso può essere effettuato, decorsi 15 giorni dal momento in cui la prestazione lavorativa inserita nella procedura informatica è consolidata, tramite qualsiasi sportello postale a fronte della generazione a presentazione di univoco mandato ovvero di autorizzazione di pagamento emesso dalla piattaforma informatica Inps e stampato dall’utilizzatore che identifica le parti, il luogo, la durata della prestazione e l’importo del corrispettivo.

 

Somministrazione di lavoro

In caso di assunzione del lavoratore con contratto a tempio indeterminato da parte dell’agenzia di somministrazione nulla cambia rispetto al passato. Il rapporto di lavoro è soggetto alla disciplina per il rapporto di lavoro a tempo indeterminato valida per tutti i lavoratori.

Sostanziali novità, invece, sono state introdotte con riferimento all’assunzione del lavoratore a tempo determinato da parte dell’agenzia.

In tale ipotesi, al contratto di lavoro tra lavoratore e agenzia si applicano tutte le previsioni stabilite per il contratto di lavoro a tempo determinato (con l’eccezione delle previsioni sui rinnovi e la percentuale di contratti di somministrazione a tempo determinato che non possono eccedere il 30% dei lavoratori in forza presso l’utilizzatore), comprese le disposizioni relative alla durata massima, alle causali (che però devono sussistere in capo all’utilizzatore), proroghe. 

 

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