Natale in arrivo, italiani in partenza. Sondaggio Confesercenti: più viaggi che regali

Natale in arrivo, italiani in partenza. Sondaggio Confesercenti: più viaggi che regali
Più che i regali, le vacanze. Gli italiani si preparano al Natale 2017 con la valigia in mano: saranno infatti 16,6 milioni i nostri concittadini che si concederanno un viaggio nel periodo delle prossime festività invernali, circa 3,3 milioni in più dello scorso anno. In crescita anche il budget medio per persona da destinare alle vacanze, che quest’anno si attesta a 715 euro (+7% sul 2016), superando finalmente – dopo dieci anni – il valore registrato nel 2007 (694 euro), ultimo anno prima della crisi, per un giro d’affari complessivo stimabile nel 2017 in 2,3 miliardi di euro in consumi turistici. Appare meno dinamica, invece, la spesa per i doni: quest’anno ogni italiano spenderà per i regali 307 euro, due euro – o lo 0,7% – in più dello scorso Natale. Ma è una media che nasconde forti differenze territoriali: nelle regioni del Sud, infatti, la media per persona è di 298 euro, inferiore del 7,4% ai 320 euro delle regioni del Nord. Tra le grandi città, Milano è quella con la propensione alla spesa più alta, mentre i valori più bassi si rilevano a Palermo.

La nostra indagine di Natale, quest’anno, rileva importanti segnali positivi, anche se questi coinvolgono soprattutto i consumi turistici”, spiega la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. “Complessivamente, comunque, il quadro che emerge è di una fase di progressivo rilancio ma ancora delicata. Preoccupa un po’ la ripartenza dell’incertezza sul futuro: quest’anno è ritenuta un condizionamento per le spese di Natale dal 15% degli italiani, il 3% in più dello scorso anno. A pesare, forse, sono i timori di instabilità legati alla prossima tornata elettorale. Cresce anche la sensazione di stare erodendo troppo il risparmio, condizionata dal calo del potere d’acquisto registrato nell’ultimo anno. Segnali che sembrano suggerire un possibile cedimento di quell’atteggiamento fiducioso che gli italiani e le imprese avevano ritrovato e che è prioritario mantenere. Per questo è vitale concentrare gli sforzi, mettendo in campo interventi mirati a dare maggiore impulso alla ripartenza effettiva dei consumi ed al sostegno dei piccoli imprenditori che, purtroppo, sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto della crisi e scontano una domanda interna ancora debole. La Legge di Bilancio deve tenerne conto. È fondamentale, in particolare, estendere a tutto il piccolo commercio di prossimità il credito di imposta appena varato per le librerie indipendenti”.

I regali. L’incremento ‘minimo’ della spesa per i regali non sorprende, vista la debolezza della ripresa della spesa in beni registrata durante tutto il corso dell’anno. E conferma anche il progressivo cambiamento nelle preferenze dei consumatori, che negli ultimi anni sembrano più orientati ai consumi turistici che all’acquisto di beni e prodotti, segnalato anche dall’aumento della percentuale di chi cercherà di investire per i doni da mettere sotto l’albero meno di 100 euro, limite di spesa segnalato dal 41% degli intervistati.

Non che l’abitudine del regalo dia segni di scomparire, anzi: cresce infatti anche il numero di doni che farà in media ogni italiano – da 7 ad 8 – ed il 59% degli intervistati proverà a fare un regalo simbolico a tutti. Il restante 41% restringerà il campo d’azione del proprio Babbo Natale principalmente o solo ai bambini, a cui si regaleranno soprattutto giochi didattici (22%) libri (14%) e vestiario (11%), mentre si registra un leggero calo per i giochi tecnologici, che scendono dal 10 al 9%. È da sottolineare però il leggero aumento dei riciclatori di doni: quelli che lo fanno per risparmiare passano dal 13% dell’anno passato al 15% . Per quanto riguarda le modalità di acquisto, quest’anno si rileva infatti una divisione quasi perfetta tra i vari canali di distribuzione: il 35% comprerà in un centro commerciale, il 28% sceglierà negozi e mercatini, mentre il 34% si orienterà sull’online, il 5% in più dello scorso anno.

Le vacanze. Quest’anno, nel mese delle feste, farà un viaggio il 37% degli italiani, il 7% in più della quota registrata lo scorso anno. Ed i viaggiatori italiani non solo aumentano, ma si spingeranno più lontano: sebbene la meta principale dei vacanzieri rimanga l’Italia, scelta da un intervistato su tre (il 66%), diminuiscono gli italiani diretti in Europa – dal 27 al 23% – e cresce invece la percentuale di chi passerà le feste fuori dal vecchio continente, destinazione indicata dall’11% degli intervistati contro il 7% rilevato lo scorso anno. Un incremento del lungo raggio che spinge in alto anche il budget medio previsto per i viaggi. Ma la ripresa finalmente raggiunta non riguarda, purtroppo, la durata media delle vacanze: le ferie degli italiani continuano ad accorciarsi, ed in media durano più di un giorno in meno rispetto ai tempi precedenti alla crisi. In particolare, diminuiscono i vacanzieri che si concedono 8 o più giorni di ‘stacco’. Un andamento evidente anche dall’analisi tendenziale: quest’anno farà un viaggio di durata uguale o superiore agli 8 giorni il 18% degli intervistati, contro il 20% del 2016. Nel 2007 la truppa dei long-stayers costituiva invece il 28%.

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