Appalti, introdotte importanti novità normative

Appalti, introdotte importanti novità normative

Sono state introdotte novità in materia di appalti. Vi invitiamo, qualora siate committenti con le caratteristiche sotto elencate a contattare con la massima urgenza il nostro ufficio paghe per concordare le nuove modalità di versamento del modello F24.

Dai versamenti delle imposte del 17 febbraio 2020 (il 16 ricade in una giornata domenicale), gli appaltatori e i subappaltatori dovranno provvedere a versare le imposte sui redditi di lavoro dipendenti suddivisi per committenti mentre i committenti dovranno verificare le deleghe di pagamenti dei propri appaltatori e subappaltatori confrontando gli importi versati con gli importi comunicati.

Il nuovo articolo 17-bis  D.Lgs. 241/1997 (introdotto dall’art. 4 del D.L: n. 124/2109) afferma che i soggetti (sostituti d’imposta) residenti in Italia che affidano il compimento di una o più opere o servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro, attraverso contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, caratterizzati da un uso prevalente di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, sono tenuti a richiedere alle imprese della filiera copia delle deleghe di versamento Irpef (comprese le addizionali comunali e regionali) relative ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera e del servizio.

La nuova disciplina non si applica al ricorrere di una o più delle seguenti fattispecie:

  • se l’affidamento di opere o servizi in appalto non prevede un prevalente utilizzo di manodopera (c.d. appalti labour intensive);
  • se il personale impiegato non svolge la prestazione lavorativa presso le sedi di attività del committente (ad esempio il caso dei contoterzisti);
  • se i beni strumentali non sono messi a disposizione dal committente;
  • se il valore annuo dell’appalto non supera i 200.000 euro.

Si può, inoltre, essere esclusi dai nuovi obblighi qualora le imprese appaltatrici o subappaltatrici, nell’ultimo giorno del mese precedente a quello di ciascuna scadenza, possano far valere una certificazione di regolarità fiscale rilasciata dall’Agenzia delle entrate (una sorta di Durf – Documento unico di regolarità fiscale).

Entro i 5 giorni successivi a quello di scadenza del versamento (di regola, il 16 del mese successivo a quello cui si riferiscono le ritenute), le imprese appaltatrici, affidatarie e quelle subappaltatrici (queste ultime anche all’azienda appaltatrice) trasmettono su richiesta del committente a quest’ultimo:

  • copia delle deleghe di versamento;
  • un elenco nominativo di tutti i lavoratori (da ora Report Lavoratori), con relativo codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione dell’opera o dei servizi commissionati, con il dettaglio delle ore lavorate, l’ammontare della retribuzione corrisposta collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali operate nei confronti dei singoli lavoratori, con indicazione separata di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.

Sostanzialmente, è chiesto agli appaltatori e ai subappaltatori di effettuare un singolo versamento di imposta per committente, suddividendo i dati fiscali come se fossero meri dati gestionali divisi per centro di costo.

A parere dell’Agenzia delle entrate (risoluzione n. 108/E/2019), le ritenute dovranno essere comunicate rapportando le ore dell’appalto con le ore totali lavorate dal lavoratore nel mese; infatti, non è raro il caso in cui un lavoratore possa essere destinato a più commesse nel medesimo mese, con prevedibili conseguenze di natura operativa di un certo spessore.

Non si comprende bene che tipo di controllo di congruità dovrà fare il committente sui predetti importi: sarebbe opportuno che l’Agenzia delle entrate specificasse che la verifica è solo sul dato complessivo delle ritenute dichiarate e versate.

Il committente tutte le volte che non è messo in condizioni di verificare il rispetto della normative, provvederà a sospendere il pagamento dei corrispettivi segnalandolo all’Agenzia delle entrate.

In caso di inottemperanza degli adempimenti di cui sopra, il committente è obbligato al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice, o affidataria o subappaltatrice per le violazioni degli obblighi di corretta determinazione delle ritenute o di corretta esecuzione delle stesse, senza alcuna possibilità di compensazione, nonché del relativo versamento.

È bene evidenziare che non vi è una sanzione specifica per l’inottemperanza delle norme previste dall’articolo 17-bis, ma una sanzione consequenziale al mancato versamento dell’imposta a carico dell’appaltatore e/o il subappaltatore.

Pertanto, il regime sanzionatorio sarà applicato solo successivamente al riscontro da parte del Fisco di un mancato versamento delle imposte per un lavoratore interessato in un appalto.

blog comments powered by Disqus

ENTI DEL SISTEMA CONFESERCENTI