Fiepet alla Camera: “Home restaurant, servono regole”

Fiepet alla Camera: “Home restaurant, servono regole”

“Il fenomeno “Home restaurant”, dal punto di vista giuridico, è attualmente privo di una propria disciplina, e ciò comporta seri problemi di ordine concorrenziale, sanitario e fiscale”. Lo ha ribadito la Fiepet Confesercenti durante un'audizione davanti alla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

La Fiepet ha commissionato al CST, Centro di Studi Turistici, un’indagine sulla rilevanza del fenomeno, le cui risultanze rivelano come l’universo degli Home restaurant in Italia abbia generato nel 2014 introiti pari a 7,2 milioni di euro, con il primato della Lombardia (con una quota di circa 1,9 mln di euro, pari a oltre un quarto del fatturato totale), ma introiti oltre il milione di euro anche nel Lazio (1,4 mln) e in Piemonte (1,1 mln); nello stesso anno sono stati proposti circa 86mila eventi di “social eating”, con la partecipazione di circa 300mila persone, che hanno sostenuto una spesa media stimata di 23,70 euro pro-capite, per un incasso medio per singolo evento pari a 194,00 euro. “E’ chiaro – hanno spiegato il presidente nazionale Esmeralda Giampaoli e il direttore Tullio Galli - che tutto ciò comporta un’indebita concorrenza al settore della ristorazione tradizionale. Il rispetto o meno delle regole cui sono sottoposti gli operatori economici è infatti uno degli elementi che più qualificano il funzionamento dell’economia e ne determinano le capacità di sviluppo”.

Finora l'home restaurant si è svolto fuori da ogni regola di diritto, in un ambito totalmente libero da un punto di vista amministrativo e fiscale, ma è ovvio che, quanto più un’occasione di puro intrattenimento assume i contorni di una vera e propria attività economica, tanto più necessita di una disciplina.

“Pertanto è necessario – ha sottolineato al Fiepet -, a nostro avviso, che il legislatore intervenga, fissando i limiti oltre i quali un fenomeno di costume diventa attività d’impresa ed, in tal caso, prevedendo le regole che mettano sul piano di parità operatori professionali e soggetti che vogliono ritagliarsi un ruolo nuovo nel panorama della ristorazione ma che, se ciò intendono fare, devono farlo garantendo la sicurezza e la salute dei consumatori, competendo lealmente con chi organizza la propria attività secondo precisi dettami normativi, versando all’erario la propria parte di contribuzione, secondo canoni di proporzionalità, come vuole la Costituzione”.

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