Il ricordo di Mauro Dolci in una lettera di Giulio Zambelli, presidente ANVA

Il ricordo di Mauro Dolci in una lettera di Giulio Zambelli, presidente ANVA

In una toccante lettera, Giulio Zambelli, presidente ANVA - Associazione Nazionale Venditori Ambulanti di Bergamo ricorda Mauro Dolci, presidente Fiva - Federazione Italiana Venditori Ambulanti - di Bergamo, scomparso in un tragico incidente stradale nel maggio scorso.

(Nella foto, il ricordo di Mauro Dolci che si è svolto di pochi giorni fa, in occasione della Fiera di fine estate a San Pellegrino Terme.)

«A Mauro.
Scrivere queste parole mi costa molta fatica, perché mi costringono al ricordo di unperiodo denso di vita che non tornerà più, ma è un gesto che devo all’amico di mille battaglie Mauro Dolci. Mauro è stato un avversario degno, un sindacalista infaticabile, un alleato leale e sincero, un amico vero… È stato tutto questo perché era un uomo con la “U” maiuscola. Sono passati alcuni giorni dalla tragica notizia della sua improvvisa scomparsa e solo ora mi sto rassegnando a non vederlo e sentirlo più, non pensavo che potesse mancarmi così tanto, la malinconia mi assale ogni volta che un Comune convoca le rappresentanze per una commissione per il commercio su area pubblica, per una riunione o per un semplice confronto sulle normative. La testa mi convince a continuare a fare la mia parte, ma sapere che Mauro non sarà lì seduto a quel tavolo a battagliare, a proteggermi le spalle a difendere la categoria strenuamente, mi fa sentire solo, triste e anche un po’ stanco. Noi due ci siamo confrontati duramente molte volte e talvolta ci siamo anche attaccati, ma sempre con la consapevolezza che, di fondo, la stima e l’amicizia reciproca nonsarebbero mai venute meno; gli ho sempre riconosciuto una grande generosità e una personalità forte e spigolosa, ma sempre volta alla mediazione e alla praticità unica del risolvere i problemi. A dirla tutta ho spesso pensato che nonostante i moltissimi problemi affrontati e da affrontare per la categoria, non ce ne sarebbe mai stato uno tanto grande da non riuscire a superarlo: la nostra “amicizia” ci rendeva forti, quasi invincibili e dove insieme non trovavamo una via d’uscita eravamo sempre pronti a cambiare strada, tornare indietro e ripartire. Ai colleghi mi sento di dire che il nostro territorio, la nostra famiglia degli ambulanti, ha perso una persona di spessore e di valore, che ha dedicato la sua vita al bene superiore della collettività; una persona che ha preferito il noi all’io e che non si è mai risparmiata. Una persona della quale sentiamo, e sentiremo, la mancanza a lungo. Un pensiero va anche alla famiglia, perchè abbia la forza di continuare sulla strada sicura che Mauro aveva segnato soprattutto con il suo esempio. Infine un mio grazie personale che arrivi a te Mauro fin lassù, per il cammino che abbiamo fatto insieme, al quale lego anche un filo di rabbia per avermi lasciato solo così presto.»

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