Lombardia zona rossa: cosa cambia da lunedi' 15 marzo

Lombardia zona rossa: cosa cambia da lunedi' 15 marzo

Il Ministro della Salute ha firmato la nuova Ordinanza, in vigore da lunedì 15 marzo, che riclassifica la Regione Lombardia da "Zona Arancione Rafforzata" a "Zona Rossa".

Di seguito un breve riepilogo delle principali variazioni rispetto alle misure in essere fino alle ore 24 di domenica in base alla disciplina della cosiddetta "Zona Arancione Rafforzata":

  • Spostamenti: sono vietati gli spostamenti da un comune all’altro e all’interno del proprio comune, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, che andranno giustificati esibendo una autodichiarazione. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
    In base al DL del 14 gennaio convertito in legge del 12 marzo 2021 n. 29 è confermato, su tutto il territorio nazionale, il divieto di effettuare spostamenti tra regioni o province autonome fino al 27 marzo, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.
    Non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria (ad es. case di amici o parenti), salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute.
    In base al Decreto Legge n. 30 del 13 marzo 2021, nei giorni 3, 4 e 5 aprile è consentito lo spostamento all’interno della propria Regione e verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le ore 22.00, nel limite massimo di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi (oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi).

  • Commercio al dettaglio: chiusura al pubblico, salvo che per le rivendite di generi alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie e altri beni di prima necessità (clicca qui per il download dell'allegato 23, che individua le attività che possono restare aperte). Mercati  chiusi, salvo che per le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e floro-vivaistici.  Restano inoltre chiusi, nei giorni prefestivi e festivi, gli esercizi commerciali all'interno dei mercati chiusi e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

  • Servizi alla persona: obbligo di chiusura per barbieri, parrucchieri e centri estetici, restano aperte al pubblico tintorie, lavanderie e pompe funebri.

Per il resto rimangono in vigore le precedenti disposizioni e, in particolare:

  • Ristorazione: bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie e altre simili attività non possono consentire il consumo sul posto salvo che per quelle attività site nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, nonché per l'attività di mense e catering continuativo su base contrattuale e con riferimento agli esercizi situati nelle strutture ricettive, a favore dei rispettivi alloggiati e a qualunque ora. Resta in ogni caso possibili le consegne a domicilio, nonché l'asporto nella fascia oraria 5-22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze (per i bar - ossia i pubblici esercizi con codice ATECO prevalente 56.3, l'asporto è consentito solo nella fascia oraria 5-18).  Si specifica che dopo le 18 è in ogni caso vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico diversi da quelli dove il servizio è garantito (alberghi, aree di servizio, ecc).
  • Strutture ricettive: aperte.

  • Agenzie viaggi:  Attività non sospese, ferme restando le cautela in ordine agli spostamenti fuori dal Comune, da valutare alla luce dell'esigenza di viaggio.

  • Agenzie immobiliari: Attività non sospese, ferme restando le cautela in ordine agli spostamenti fuori dal Comune, da valutare alla luce dell'esigenza immobiliare del cliente.

  • Servizi bancari e finanziari: aperti

  • Attività professionali: consentite.

  • Sale slot, bingo e scommesse, slot machine: obbligo di chiusura delle sale dedicate, nonché delle slot machine o degli analoghi dispositivi elettronici collocati all’interno di pubblici esercizi, attività commerciali e rivendite di monopoli.

  • Discoteche e sale da ballo: chiuse.

  • Fiere, sagre e manifestazioni fieristiche in strutturaobbligo sospensione attività.

  • Parchi tematici e di divertimento: obbligo sospensione attività.

  • Centri culturali, sociali e circoli ricreativi: obbligo sospensione attività.

  • Feste: vietate in luoghi al chiuso e all’aperto, anche se conseguenti a cerimonie civili e/o religiose.

  • Spettacoli aperti al pubblico: sospesi sia quelli al chiuso (anche in teatri, sale concerto e cinematografiche)che all'aperto.

  • Palestre, piscine, centri benessere e termali: obbligo sospensione attività, salvo che per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche.

  • Convegni, congressi e altri eventi: sospesi, salvo che se svolti con modalità a distanza

  • istituti scolastici e per l'infanzia: sospesa la didattica in presenza in istituzione scolastiche primarie e secondarie di primo e secondo grado, nelle istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado, negli istituti tecnici superiori e nei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (salvo che per la necessità di svolgere attività di laboratorio ovvero a favore dei disabili), nonché sospensione dei servizi socio-educativi per l'infanzia, salvo che per i minori fino a 36 mesi.

  • impianti sciistici: chiusi, salvo che per attività agonistica autorizzata.

  • Musei e altri istituti e luoghi della cultura: attività sospesa, salvo che per quella di biblioteche e archivi su prenotazione.

Restano, inoltre, in vigore le altre disposizioni anti-Covid già in essere, tra cui quelle concernenti:

  • Cartellonistica da esporre presso i locali delle attività economiche

  • Dispositivi di protezione delle vie respiratorie 

  • Distanziamento interpersonale

  • Obbligo di permanenza domiciliare per i soggetti con febbre superiore ai 37,5 gradi centigradi

  • Protocollo di regolamentazione delle misure anti-COVID19 negli ambienti di lavoro del 24 Aprile 2020

  • Schede tecniche per le attività ancora consentite relative ai singoli settori di attività riportate nel vigente DPCM

Allegati

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