Istat, Confesercenti: pandemia spazza via i lavoratori autonomi. Forte attenzione a Bergamo per la tenuta delle attività di alloggio, ristorazione, commercio e intrattenimento

30 Aprile 2021

La pandemia spazza via il lavoro autonomo, nonostante la lieve ripresa congiunturale dell’occupazione. Come segnalano i recenti dati Istat sull’occupazione di marzo 2021, il dato complessivo da inizio pandemia è molto preoccupante: circa 900mila posti di lavoro perduti, in particolare dai contratti a termine e dai lavoratori autonomi, quest’ultimi pesantemente segnati da una caduta del 6,6%, pari a 345mila unità, rispetto a febbraio 2020. Il dato più elevato in percentuale.

Facendo un bilancio a partire dall’inizio della pandemia, a marzo 2020, Confesercenti osserva come in Italia – nonostante le lievi oscillazioni al rialzo dell’estate scorsa – il bilancio finale per i lavoratori autonomi ed il loro familiari coadiuvanti sia oltremodo preoccupante.

Le normative a protezione del lavoro hanno funzionato – come era logico attendersi – nei confronti dei dipendenti delle imprese, mentre sul versante dei piccoli imprenditori i soli ristori, con tutta evidenza, non sono bastati ad impedire l’emorragia.

Antonio Terzi, Presidente Confesercenti Bergamo: “La crisi economica innescata dalla pandemia si è abbattuta con particolare forza sulle attività di minori dimensioni e su turismo, commercio e ristorazione e, proprio per la natura concentrata della recessione, è fondamentale per le micro e piccole imprese ricevere maggiore attenzione, con interventi mirati attivati dalle risorse del Recovery Plan per questi settori fortemente danneggiati. Una vera e propria emergenza che dovrà fare i conti anche con la fine del blocco dei licenziamenti. Forte attenzione anche a livello bergamasco dove il calo occupazionale registrato nel 2020 e nei primi mesi del 2021, meno preoccupante che altrove, si concentra soprattutto sulle attività di alloggio, ristorazione, commercio e intrattenimento.”

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