Previdenza complementare, dal 1° luglio 2026 arriva l’adesione automatica per i nuovi lavoratori del settore privato

Pubblicate le Direttive attuative in materia di adesione automatica alle forme pensionistiche complementari previste dall’articolo 8 del decreto legislativo n. 252 del 2005. La nuova disciplina si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione dei lavoratori domestici, assunti o riassunti a decorrere dal 1° luglio 2026. Si tratta di una novità di particolare rilievo che modifica profondamente il meccanismo di accesso alla previdenza complementare per i nuovi rapporti di lavoro, introducendo un sistema di adesione automatica accompagnato dalla possibilità per il lavoratore di esercitare una facoltà di rinuncia entro sessanta giorni dall’assunzione. Dal momento dell’assunzione il lavoratore è considerato aderente a una forma pensionistica complementare individuata secondo i criteri previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva applicabile.Entro sessanta giorni dalla data di assunzione il lavoratore può:• confermare l’adesione automatica;• scegliere espressamente una diversa forma pensionistica complementare;• rinunciare all’adesione automatica e mantenere il TFR secondo il regime ordinario previsto dall’articolo 2120 del codice civile, nei casi consentiti dalla normativa.Decorso il termine di sessanta giorni senza una diversa manifestazione di volontà, l’adesione automatica si consolida definitivamente.La disciplina conferma il principio della volontarietà dell’adesione alla previdenza complementare, attribuendo tuttavia al silenzio del lavoratore il valore di conferma implicita dell’adesione automatica prevista dalla legge. La disciplina riguarda:• i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio 2026;• i lavoratori riassunti presso un nuovo datore di lavoro dopo il 30 giugno 2026, secondo le regole specifiche previste dalla normativa. Restano esclusi:• i lavoratori già in forza alla data del 30 giugno 2026 che non instaurano successivamente un nuovo rapporto di lavoro dipendente;• i lavoratori domestici;• i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, per i quali continua ad applicarsi la disciplina specifica prevista per il pubblico impiego. L’adesione automatica opera prioritariamente verso la forma pensionistica collettiva individuata dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali applicati al rapporto di lavoro. Qualora risultino applicabili più forme pensionistiche collettive, la normativa individua specifici criteri per la scelta della forma destinataria. In assenza di una forma pensionistica collettiva individuabile sulla base della contrattazione applicata, trova applicazione la disciplina residuale prevista dalla normativa vigente. In caso di consolidamento dell’adesione automatica, la contribuzione decorre retroattivamente dalla data di assunzione. L’adesione automatica comporta il versamento:• dell’intero TFR maturando;• del contributo a carico del datore di lavoro nella misura prevista dalla contrattazione collettiva;• del contributo a carico del lavoratore nella misura minima prevista dalla contrattazione collettiva. La normativa prevede una specifica eccezione per i lavoratori con retribuzioni particolarmente basse, ai quali è riconosciuta la facoltà di non versare il contributo a proprio carico secondo le modalità individuate dalle Direttive COVIP. L’adesione automatica si applica anche ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a due mesi. Qualora il rapporto di lavoro cessi prima della scadenza del termine di sessanta giorni previsto per l’esercizio della facoltà di rinuncia, l’adesione automatica non produce effetti. I contratti di durata inferiore a sessanta giorni restano esclusi dal nuovo meccanismo. Per i lavoratori che instaurano un nuovo rapporto di lavoro dopo precedenti esperienze lavorative, la disciplina distingue tra:• soggetti già titolari di una posizione di previdenza complementare alimentata con TFR;• soggetti che non risultano titolari di una posizione previdenziale complementare alimentata con TFR. Le conseguenze operative variano in funzione della situazione dichiarata dal lavoratore al momento dell’assunzione. I datori di lavoro sono tenuti a:• consegnare al lavoratore l’informativa prevista dalla normativa;• acquisire e conservare la documentazione relativa alle scelte effettuate dal lavoratore;• individuare correttamente la forma pensionistica di destinazione;• comunicare le adesioni automatiche alle forme pensionistiche interessate;• effettuare i versamenti dovuti, comprensivi delle quote arretrate maturate dalla data di assunzione.ticolare attenzione dovrà pertanto essere prestata alla raccolta delle dichiarazioni richieste dalla normativa.

Librerie indipendenti e di prossimità: Confesercenti Bergamo e SIL esprimono soddisfazione per l’approvazione dell’odg in Consiglio regionale.

Confesercenti Bergamo e SIL Sindacato Italiano Librai esprimono soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale della Lombardia, dell’ordine del giorno a sostegno delle librerie indipendenti e di prossimità, presentato nell’ambito della discussione del Programma Triennale per la Cultura 2026-2028. L’atto, sottoscritto in prima firma dalla consigliera Paola Bocci (PD) e votato anche dalla maggioranza, riconosce il ruolo delle librerie indipendenti come veri e propri presìdi socioculturali, capaci di favorire la partecipazione, la coesione sociale e la diffusione della lettura, in particolare nei piccoli comuni e nelle periferie urbane e periurbane. Tra gli impegni contenuti nell’odg figurano la mappatura delle librerie indipendenti sul territorio lombardo, la loro valorizzazione nell’ambito del “Patto per la Lettura”, il sostegno alla collaborazione con biblioteche, scuole ed enti locali, festival letterari e soggetti del Terzo settore, l’introduzione di criteri premiali per i progetti a favore delle librerie nei territori con minore offerta culturale. Confesercenti Bergamo e SIL sottolineano l’importanza di un riconoscimento condiviso e trasversale, sottoscritto anche da consiglieri di diversi schieramenti, come segnale di attenzione verso un settore che continua a rappresentare un presidio culturale ed economico essenziale per le comunità del territorio. Le due organizzazioni auspicano che a questo primo passo seguano interventi concreti, nella consapevolezza che le librerie indipendenti non possono essere considerate semplici esercizi commerciali, ma luoghi di cultura e di relazione da tutelare e sostenere con politiche pubbliche adeguate. Antonio Terzi, presidente Confesercenti Bergamo: «Un sentito grazie ai promotori e a tutto il Consiglio. Non è la prima volta che Regione Lombardia riconosce la necessità di sostenere le librerie di prossimità. Auspichiamo che gli inviti diventino impegni: le librerie devono essere al centro della distribuzione in ogni luogo e in ogni occasione ci sia di mezzo un libro.  Diciamo no ai festival in cui si commercializzano libri senza le librerie, alle vendite abusive nelle nostre scuole, all’utilizzo del libro come oggetto civetta in grande distribuzione. A meccanismi di acquisto da parte delle Pubbliche Amministrazioni che escludono le librerie. Tutti temi di cui si è discusso per arrivare al provvedimento approvato. Così, se sostenuti dalle istituzioni, potremo pensare di invertire numeri davvero preoccupanti».