L’assemblea elettiva riunita oggi nella sala Pitch Lounge alla New Balance Arena – lo stadio dell’Atalanta – ha riconfermato Antonio Terzi alla guida di Confesercenti Bergamo, l’associazione che rappresenta le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi.
Classe 1970, Terzi è alla presidenza dal 2021 e vanta una lunga esperienza nella rappresentanza delle categorie del commercio: già presidente di Imprese & Territorio, membro storico della Giunta di Confesercenti Bergamo e presidente di Li.Ber – Associazione Librai Bergamaschi. A livello nazionale ricopre inoltre il ruolo di presidente del SIL – Sindacato Italiano Librai, una delle sigle più antiche della Confesercenti. La sua riconferma consolida un percorso di impegno continuativo a favore delle imprese del territorio.
L’assemblea ha inoltre nominato la Presidenza – l’organo di direzione politico-sindacale dell’associazione, composta da 34 membri, il collegio dei revisori dei conti e il collegio di garanzia: un momento di grande importanza per la vita dell’associazione e i suoi futuri sviluppi. Successivamente, la Presidenza eleggerà la giunta esecutiva e i vicepresidenti di Confesercenti Bergamo.
Sul palco, per i saluti all’assemblea, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, il vicesindaco Sergio Gandi, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, il sindaco di Treviglio Juri Fabio Imeri, il segretario generale Camera di Commercio di Bergamo Maria Paola Esposito e l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia Claudia Terzi.
Antonio Terzi, al suo secondo mandato, ha messo al centro le persone, richiamando l’attenzione sulle sfide che commercio, turismo e servizi stanno affrontando: aumento dei costi, concorrenza sleale, trasformazione dei consumi e desertificazione commerciale: “Confesercenti – afferma Terzi – non rappresenta soltanto imprese, ma soprattutto persone: donne e uomini che ogni giorno investono il proprio lavoro, il proprio risparmio e spesso la propria vita familiare per mantenere viva la nostra economia di territorio. Parlare di commercio, turismo e servizi significa per noi parlare di comunità, di lavoro dignitoso e di qualità della vita.”
Ha quindi analizzato le criticità del momento per le imprese del territorio, tra pressioni geopolitiche e trasformazioni dei modelli di consumo: “Da un lato le nuove emergenze geopolitiche, che da internazionali diventano profondamente percepibili e percepite a livello locale: costi di gestione che schizzano alle stelle, spese per l’energia e i trasporti ingestibili e di conseguenza effetto inflattivo significativo sulle nostre merceologie, il crollo del potere d’acquisto delle famiglie, le nostre e quelle dei nostri clienti, una burocrazia che continua ad appesantire l’attività quotidiana delle imprese. A tutto questo si aggiunge una sfida ancora più profonda: la trasformazione dei modelli di consumo e delle modalità di commercio.”
Terzi ha poi acceso i riflettori sulla desertificazione commerciale, fenomeno sempre più visibile nei quartieri e nei piccoli centri: “Se la città, almeno nelle sue aree centrali, riesce a resistere e addirittura a trasformarsi anche grazie ai flussi turistici, i quartieri e i nostri paesi si svuotano, ed anche centri di medie dimensioni ci restituiscono un senso di tristezza e desolazione che mai avremmo immaginato di vivere”, e ha affrontato il tema dello lo spostamento degli acquisti verso le piattaforme digitali e delle varie forme di abusivismo commerciale. “Non demonizziamo l’innovazione né le nuove tecnologie –continua Terzi – che possono rappresentare anche per le nostre imprese una straordinaria opportunità di crescita. Ma una recente valutazione del nostro Centro Studi mostra come questo cambiamento delle abitudini di acquisto degli italiani genera alle casse pubbliche un mancato gettito di circa 7,3 miliardi di euro l’anno. A cui si aggiunge l’effetto di un’altra delle criticità che attanagliano il nostro mondo: le varie forme di abusivismo commerciale (che spesso chiediamo inascoltati alle autorità di affrontare) che vale almeno altri 11 miliardi di euro l’anno.”
Ha dedicato un passaggio al turismo, opportunità strategica per il territorio ma che richiede, secondo Terzi, una governance attenta: “Il turismo rappresenta oggi una straordinaria opportunità di sviluppo per il nostro territorio: sostiene il commercio, la ristorazione e i servizi, genera investimenti e contribuisce a rendere più attrattive le nostre comunità. Ma proprio per questo va governato, accompagnando le trasformazioni senza perdere l’autenticità dei luoghi e costruendo una regia territoriale capace di aumentare il tempo di permanenza dei visitatori e di distribuire i flussi oltre le destinazioni ormai consolidate, valorizzando l’intera provincia e il suo commercio di prossimità.”
Terzi ha sottolineato l’impegno di Confesercenti sul fronte del lavoro con il recente rinnovo dei contratti collettivi: “Il costo del lavoro è cresciuto, ma è un percorso ineludibile. Ora anche altri facciano la loro parte: pretendiamo dallo Stato rispetto, tutela, semplificazione e alleggerimento fiscale sugli oneri legati al lavoro.” Ha però denunciato il rischio del dumping salariale alimentato dai contratti pirata: “Al CNEL sono depositati oltre mille contratti collettivi, molti pensati apposta per applicare salari più bassi. È sfruttamento dei lavoratori e concorrenza sleale verso chi rispetta le regole. Vogliamo che il nostro contratto sia un esempio, non una zavorra.”
Ha quindi illustrato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana e la tutela del commercio di prossimità: “Attraverso l’istituzione delle ZESpro — Zone Economiche Speciali di Prossimità — promuoviamo uno strumento nuovo, che può anche servire per rilanciare l’idea virtuosa, ma non sempre ben sfruttata, dei Distretti del Commercio. All’interno delle ZESpro è previsto un regime organico di interventi: incentivi fiscali, sostegno finanziario, contributi per l’avvio e il rilancio delle attività, semplificazione amministrativa.”
Il Presidente ha quindi invitato tutti a sottoscrivere la proposta: l’obiettivo è raccogliere 50.000 firme a sostegno di negozi, pubblici esercizi, botteghe e servizi nei quartieri e nei centri urbani. Firmare è semplice e richiede pochi secondi: basta accedere con SPID, CIE o CNS alla piattaforma del Ministero della Giustizia — https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009 — e cliccare su “Sostieni l’iniziativa”.
Inevitabile, poi, visti gli eventi di cronaca recenti, un passaggio sul tema della sicurezza in città e in provincia: “I recenti avvenimenti, che si sono concentrati in pochi giorni acuendo un sentimento di precarietà e di paura tra i nostri esercenti, non ci lasciano certo insensibili. Questi accadimenti, oltre a lasciare danni a volte ingenti, rischiano di svalutare il senso di comunità di cui abbiamo tanto bisogno, e scoraggiare non solo gli attuali gestori dei locali ma anche compromettere il futuro stesso dell’intero contesto commerciale di prossimità. Il Comune di Bergamo ha immediatamente risposto con misure significative. Alle Forze dell’Ordine, che si stanno impegnando nel rendere più efficace la gestione del territorio, garantiamo come Confesercenti la collaborazione che ci è stata chiesta, e al contempo affidiamo loro le nostre aspettative per il rafforzamento dei controlli e in generale per la conservazione del patrimonio commerciale dei nostri tessuti urbani.”
Il Presidente ha infine ribadito il ruolo di Confesercenti come promotore di comunità anche attraverso eventi cittadini e ha rinnovato l’impegno a sostenere le imprese in un percorso di innovazione e coesione sociale.