Confesercenti Bergamo e SIL Sindacato Italiano Librai esprimono soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale della Lombardia, dell’ordine del giorno a sostegno delle librerie indipendenti e di prossimità, presentato nell’ambito della discussione del Programma Triennale per la Cultura 2026-2028.
L’atto, sottoscritto in prima firma dalla consigliera Paola Bocci (PD) e votato anche dalla maggioranza, riconosce il ruolo delle librerie indipendenti come veri e propri presìdi socioculturali, capaci di favorire la partecipazione, la coesione sociale e la diffusione della lettura, in particolare nei piccoli comuni e nelle periferie urbane e periurbane.
Tra gli impegni contenuti nell’odg figurano la mappatura delle librerie indipendenti sul territorio lombardo, la loro valorizzazione nell’ambito del “Patto per la Lettura”, il sostegno alla collaborazione con biblioteche, scuole ed enti locali, festival letterari e soggetti del Terzo settore, l’introduzione di criteri premiali per i progetti a favore delle librerie nei territori con minore offerta culturale.
Confesercenti Bergamo e SIL sottolineano l’importanza di un riconoscimento condiviso e trasversale, sottoscritto anche da consiglieri di diversi schieramenti, come segnale di attenzione verso un settore che continua a rappresentare un presidio culturale ed economico essenziale per le comunità del territorio.
Le due organizzazioni auspicano che a questo primo passo seguano interventi concreti, nella consapevolezza che le librerie indipendenti non possono essere considerate semplici esercizi commerciali, ma luoghi di cultura e di relazione da tutelare e sostenere con politiche pubbliche adeguate.
Antonio Terzi, presidente Confesercenti Bergamo: «Un sentito grazie ai promotori e a tutto il Consiglio. Non è la prima volta che Regione Lombardia riconosce la necessità di sostenere le librerie di prossimità. Auspichiamo che gli inviti diventino impegni: le librerie devono essere al centro della distribuzione in ogni luogo e in ogni occasione ci sia di mezzo un libro.
Diciamo no ai festival in cui si commercializzano libri senza le librerie, alle vendite abusive nelle nostre scuole, all’utilizzo del libro come oggetto civetta in grande distribuzione. A meccanismi di acquisto da parte delle Pubbliche Amministrazioni che escludono le librerie. Tutti temi di cui si è discusso per arrivare al provvedimento approvato. Così, se sostenuti dalle istituzioni, potremo pensare di invertire numeri davvero preoccupanti».