Agenzie di viaggio, tour operator, guide turistiche

Il primo anello della filiera turistica. Le agenzie di viaggio hanno il compito di progettare, organizzare, personalizzare l’esperienza del viaggiatore dopo averne ascoltato attentamente le esigenze, compreso i bisogni e le aspettative. Una consulenza delicatissima da cui dipende buona parte del successo dell’intera vacanza.

Lo scenario. Internet ha sostituito i vecchi canali analogici attraverso cui il turista fai da te era solito prenotare, avverte la necessità di essere consigliato e assistito, continuerà a rivolgersi alle agenzie di viaggio: acquisterà percorsi studiati su misura, prediligerà i tour con guide professionali. La filiera reale ha quindi ragione di esistere anche nell’era digitale.

La risorsa in più di Confesercenti. Siamo da tempo impegnati a sensibilizzare il Governo centrale affinché approcci come filiera strategica tutto il settore turistico, che oggi rappresenta il 14,1% del PIL. Accanto alle iniziative a tutela degli interessi di categoria, abbiamo stipulato alcune convenzioni vantaggiose, come il Fondo Garanzia Agenzie, RC per le Guide Turistiche, noleggio auto e sportello per la consulenza legale gratuita.
Formazione, consulenza, assistenza e coaching, accesso al credito e gestione bandi sono i nostri servizi di punta per il settore, per far crescere le professionalità coinvolte nell’accoglienza e nella gestione del cliente.

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News dedicate

Bando da 63 milioni di euro per supportare i Distretti del Commercio della Lombardia

Regione Lombardia stanzia 63 milioni di euro per sostenere i Distretti del Commercio, un intervento reso possibile anche grazie al lavoro congiunto e alla collaborazione strutturata con le associazioni di categoria. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha approvato i criteri attuativi del bando che premierà i migliori progetti promossi dagli enti locali (Comuni, Comunità Montane e Unioni di Comuni) in partenariato con le rappresentanze del commercio. L’obiettivo è proseguire e intensificare il sostegno alle economie locali e in particolare tutelare il piccolo commercio, fondamentale presidio del territorio. Il bando finanzierà gli interventi di rigenerazione e riqualificazione delle aree; la predisposizione e gestione di servizi comuni a beneficio di imprese, utenti e visitatori; la definizione e gestione del progetto unitamente alla governance anche attraverso l’attività del Manager del Distretto; l’animazione, promozione e organizzazione di eventi. I DESTINATARI DELL’INIZIATIVA I destinatari del bando ‘Distretti del Commercio’ sono Comuni, Comunità Montane e Unione di Comuni aderenti ad un Distretto del Commercio (Distretto Urbano del Commercio – DUC o Distretto Diffuso a Rilevanza Intercomunale – DID) già iscritto all’elenco dei Distretti o che abbia presentato istanza di istituzione entro la data di pubblicazione dell’avviso del bando, che avverrà entro 60 giorni. L’agevolazione ammonterà al 50% del costo complessivo del progetto, per un contributo massimo di 520.000 euro ai ‘progetti di eccellenza’ e fino a 189.900 euro ai ‘progetti ordinari’. Le progettualità candidate al bando dovranno prevedere investimenti per almeno 300.000 euro. REGIONE INSIEME AGLI ENTI LOCALI PER I DISTRETTI DEL COMMERCIO La misura è stata condivisa insieme ad Anci Lombardia e alle associazioni di categoria. È stato inoltre previsto che i Comuni destinino a loro volta delle risorse al sostegno delle aziende del territorio, in aggiunta a quanto già viene messo in campo con il Distretto: questo per potenziare l’efficacia e la capillarità degli interventi, affinché ognuno faccia la propria parte per raggiungere obiettivi condivisi. I progetti dovranno essere infatti accompagnati dall’indizione di un bando per le imprese da 50.000 o 100.000 euro promosso dagli enti locali con fondi propri, in aggiunta agli investimenti regionali attivati per il Distretto. Prevista inoltre una premialità di 10 punti aggiuntivi in graduatoria per interventi relativi alla sicurezza, considerando che le attività commerciali contribuiscono a rendere più vivibili e dunque sicure le comunità: con questo strumento Regione aiuta proprio le comunità a sostenere investimenti finalizzati a potenziare gli strumenti per la sicurezza, a beneficio delle attività stesse ma anche del territorio in cui si collocano.

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Bando Nuova Impresa – piccoli comuni e frazioni 2026

Regione Lombardia con Decreto n. 18791 del 18 dicembre 2025 è stato approvato il bando “Nuova impresa – Piccoli comuni e frazioni 2026”Domande a partire dalle ore 10.00 del 28 gennaio 2026. Il bando Nuova impresa piccoli comuni sostiene l’apertura di nuove attività di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità nei piccoli comuni lombardi con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti e nelle frazioni di tutti i Comuni della Lombardia allo scopo di evitare lo spopolamento e l’abbandono dei residenti. CHI PUÒ PARTECIPARENuove imprese (sede legale e operativa) o imprese che hanno aperto una nuova unità locale di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità in uno dei piccoli Comuni e nelle frazioni della Lombardia, che ne erano sprovvisti da almeno sei mesi.Le imprese/nuova unità locali devono essere attive dal 1° giugno 2025.I codici ATECO ammissibili sono elencati al punto A.3 “Soggetti beneficiari” dell’allegato A al decreto. Sono esclusi i soggetti richiedenti che hanno usufruito del contributo a fondo perduto sugli sportelli 2025 e 2026 della Misura Nuova impresa e quelli che aprono nuove attività diverse dal commercio di prodotti alimentari e di generi di prima necessità. DOTAZIONE FINANZIARIALa dotazione finanziaria è di 2.948.682,38 euro. CARATTERISTICHE DELL’AGEVOLAZIONEL’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ritenuta ammissibile e comunque fino a un massimo di € 40.000.L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa composto da spese in conto capitale e da spese di parte corrente, queste ultime non potranno superare il 20% del costo totale del progetto.Possono essere presentate anche domande di contributo che prevedano esclusivamente spese in conto capitale.I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di € 3.000. Sono ammissibili esclusivamente le spese per l’avvio della nuova attività (impresa o unità locale) sostenute dopo il 1° giugno 2025 e fino al 31 dicembre 2026. Le tipologie di spese ammissibili sono elencate alla voce “Spese Ammissibili” del punto B.2 dell’Allegato A al decreto. COME PARTECIPARELe domande potranno essere presentate sulla piattaforma Bandi e Servizi a partire dalle ore 10.00 del 28 gennaio 2026 e fino alle ore 16:00 del 12 novembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento della dotazione finanziaria.Il pulsante “Fai domanda” sarà visibile a partire dal giorno di apertura dello sportello. PROCEDURA DI SELEZIONEL’assegnazione del contributo avverrà con procedura valutativa “a sportello” secondo l’ordine cronologico di ricezione delle stesse secondo i termini stabiliti nel bando attuativo.Il procedimento di valutazione si compone di una fase di verifica di ammissibilità formale e una fase di valutazione di merito del progetto. I criteri di valutazione formale e di merito sono indicati alla voce “Istruttoria” dell’Allegato A del decreto. Le imprese in possesso dei requisiti di ammissibilità che abbiano ottenuto una valutazione non inferiore a 40 punti saranno ammesse a contributo nel rispetto delle condizioni territoriali previste.

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Bando Nuova Impresa 2026: contributi a fondo perduto

La Giunta regionale, con delibera n. 5433 del 1° dicembre 2025, ha approvato i criteri del bando Nuova impresa 2026. La misura Nuova impresa 2026 intende favorire la creazione o l’apertura di nuove attività, sostenendo economicamente i costi iniziali attraverso contributi a fondo perduto. L’obiettivo è promuovere l’autoimprenditorialità e rafforzare il tessuto economico locale.Il bando sarà pubblicati nei primi mesi del 2026 su Bandi e Servizi. Obiettivo del bando, promosso in collaborazione con Unioncamere Lombardia, è sostenere, in continuità con le precedenti edizioni, l’avvio di nuove imprese e l’autoimprenditorialità, anche in forma di lavoro autonomo con partita IVA individuale, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese. CHI PUO’ PARTECIPARE– MPMI che hanno aperto una nuova impresa in Lombardia a decorrere dal 1°giugno 2025 e fino alla data di chiusura dello sportello che verrà stabilita dal bando attuativo, iscritte e attive al Registro delle Imprese a decorrere dal 1° giugno 2025 e con partita IVA attribuita nel termine massimo di dodici mesi precedenti all’iscrizione al Registro delle Imprese. – Lavoratori autonomi con partita IVA individuale che abbiano i seguenti requisiti: Non sono iscritti al Registro delle imprese Hanno domicilio fiscale in Lombardia Hanno dichiarato l’inizio attività e hanno partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate attiva a partire dal 1° giugno 2025 ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate oppure ad un ufficio provinciale dell’Imposta sul Valore Aggiunto della medesima Agenzia – Professionisti ordinistici con partita IVA individuale attiva non iscritti al Registro delle Imprese che hanno dichiarato l’inizio attività ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia da non oltre quattro anni dalla data di presentazione della domanda che hanno il domicilio fiscale in Lombardia   DOTAZIONE FINANZIARIALa dotazione finanziaria è di 8 milioni di euro. CARATTERISTICHE DELL’AGEVOLAZIONEL’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di 10.000 euro.I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro.L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente. Le tipologie di spese ammissibili sono elencate alla voce “Spese Ammissibili” dell’Allegato A della delibera.Sono ammissibili esclusivamente le spese sostenute e quietanzate a seguito di avvio dell’impresa, anche in forma di lavoro autonomo con partita IVA, dalla data di attribuzione della partita IVA ed entro il 31 dicembre 2026.Ogni impresa o professionista può presentare esclusivamente una sola domanda di agevolazione. COME PARTECIPARELa data dell’apertura dello sportello per la presentazione delle domande sarà definita nel bando, che sarà pubblicato entro 90 giorni dalla data di approvazione della delibera 5433/2025.Le domande di contributo dovranno essere presentate a Unioncamere Lombardia tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it Le domande di contributo, corredate dalla rendicontazione, dovranno pervenire entro e non oltre la data di chiusura dello sportello individuata nel bando attuativo, salvo chiusura anticipata per esaurimento della dotazione finanziaria, e comunque per spese sostenute e quietanzate entro il 31 dicembre 2026. PROCEDURA DI SELEZIONE L’assegnazione del contributo avverrà con procedura “a sportello” a rendicontazione secondo l’ordine cronologico di invio telematico della richiesta e fino ad esaurimento delle risorse a disposizione.L’istruttoria formale e tecnica delle istanze presentate verrà effettuata da Unioncamere Lombardia e sulla base delle modalità e dei criteri stabiliti nell’Allegato A della Delibera alla voce “Istruttoria e valutazione”. La valutazione è finalizzata esclusivamente alla verifica di ammissibilità delle domande e non prevede alcuna graduatoria. SOGGETTO GESTOREIl soggetto attuatore è Unioncamere Lombardia. SUPPORTO E CONSULENZAPer richiedere ulteriori informazioni e partecipare al bando, contatta gli uffici Confesercenti al numero 035 4207271

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Riconoscimento delle attività storiche e di tradizione

Fino al 15 aprile 2026 possono essere presentate a Regione Lombardia le richieste di riconoscimento di attività storica tramite gli uffici Confesercenti. Sono attività storiche e di tradizione: i negozi storici, intesi quali unità locali che svolgono attività di commercio al dettaglio in sede fissa; i locali storici, intesi quali unità locali esclusivamente o prevalentemente dedite alla ristorazione o alla somministrazione di alimenti e bevande; le botteghe artigiane storiche, intese quali unità locali che svolgono la vendita diretta al dettaglio di beni o servizi, con vetrine poste su strada o situate al piano terreno degli edifici. Possono richiedere il riconoscimento regionale i negozi storici, i locali storici e le botteghe artigiane storiche che hanno svolto la propria attività per un periodo non inferiore a quaranta anni senza interruzione di continuità e hanno mantenuto la medesima insegna. La sospensione dell’attività per un periodo continuativo non superiore a un anno non viene considerata interruzione di continuità. Nel caso di richieste di riconoscimento da parte di ristoranti e bar degli alberghi, degli impianti sportivi e delle associazioni sarà presa in considerazione la sola attività di somministrazione esercitata in forma indipendente e determinata dalla continuità nel tempo e da una caratterizzante dicitura nell’insegna. Le imprese in possesso dei requisiti richiesti vengono iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione.Alle imprese iscritte nell’elenco regionale viene conferito il marchio identificativo. L’iscrizione nell’elenco è requisito necessario per accedere alle misure di sostegno previste dall’articolo 148 quater, comma 2, della l.r. 6/2010. Se desideri ricevere ulteriori informazioni o presentare la domanda, compila il form e verrai ricontattato.  

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LEGGE DI BILANCIO 2026: le novità fiscali

IRPEF: riduzione dell’aliquota del secondo scaglioneDal 2026 viene ridotta l’aliquota IRPEF del secondo scaglione di reddito: si passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale sul cosiddetto “ceto medio”. Nuove aliquote IRPEFDal 2026 le aliquote IRPEF saranno quindi: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.000 a 50.000 euro; 43% oltre i 50.000 euro. Il risparmio massimo annuo può arrivare fino a 440 euro. Quando si applicaLa riduzione è strutturale e si applica dal 1° gennaio 2026.Sarà applicabile per la prima volta nelle dichiarazioni dei redditi 730/2027 e Redditi PF 2027. Effetti su stipendi e pensioniLe nuove aliquote saranno applicate già sulle buste paga e pensioni del 2026. Eventuali ritardi tecnici verranno recuperati con i conguagli nei mesi successivi. ———————————————————————————————————————————————————————–Bonus casa: confermate le detrazioni per il 2026Per gli interventi di recupero edilizio viene confermato anche per il 2026 il cosiddetto bonus casa. Detrazione “ordinaria” per le spese dal 2025 al 2027 36% per le spese sostenute dall’1.1.2025 al 31.12.2026 30% per le spese sostenute dall’1.1.2027 al 31.12.2027 Il limite massimo di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare (comprese le pertinenze). Detrazione “maggiorata” per le spese dal 2025 al 2027Per i lavori sulla prima casa: 50% se le spese sono sostenute dall’1.1.2025 al 31.12.2026 dai proprietari titolari o di un diritto reale di godimento e gli interventi sono effettuati sull’abitazione principale; 36% se le spese sono sostenute dall’1.1.2027 al 31.12.2027 dai proprietari titolari o di un diritto reale di godimento e gli interventi sono effettuati sull’abitazione principale; Anche in questo caso il tetto massimo è di 96.000 euro per unità immobiliare (comprese le pertinenze).———————————————————————————————————————————————————————– Ecobonus e sismabonusLe detrazioni per le spese sostenute dall’1.1.2025 per gli interventi di ecobonus (riqualificazione energetica) e sismabonus (riduzione del rischio sismico) seguono le stesse percentuali del bonus casa. Abitazione principale: 50% per le spese sostenute nel 2025 e 2026 36% per le spese sostenute nel 2027 Altri immobili: 36% per le spese sostenute nel 2025 e 2026 30% per le spese sostenute nel 2027———————————————————————————————————————————————————————– Bonus mobili: proroga al 2026Viene prorogato anche per il 2026 il bonus mobili, che consente una detrazione del 50% per l’acquisto dall’1.1.2026 al 31.12.2026 di mobili e di grandi elettrodomestici, se collegati a lavori di recupero edilizio iniziati dall’1.1.2025. Limite di spesaIl tetto massimo di spesa resta fissato a 5.000 euro.———————————————————————————————————————————————————————– Buoni pasto elettronici: aumenta l’esenzioneSale da 8 a 10 euro l’importo giornaliero dei buoni pasto elettronici che non concorre al reddito di lavoro dipendente.Resta invece invariato a 4 euro il limite per i buoni cartacei.———————————————————————————————————————————————————————– Previdenza complementare: aumento del limite di deducibilitàDal 2026 aumenta il limite di deducibilità dei contributi versati ai fondi pensione versati dal lavoratore e dal datore di lavoro: da 5164,57 euro a 5.300 euro annui. E’ previsto inoltre il conseguente coordinamento con la norma speciale di deducibilità relativa ai lavoratori di prima occupazione successiva al 31.12.2006. ———————————————————————————————————————————————————————– Partecipazioni: aumenta l’imposta sulla rideterminazione del costo fiscaleL’aliquota dell’imposta sostitutiva sulla rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni (quotate e non quotate) sale dal 18% al 21%.Resta invece al 18% quella per la rivalutazione dei terreni (agri-coli ed edificabili).Le agevolazioni in argomento sono state messe “a regime” a partire dall’1.1.2025, senza che vi sia necessità di proroghe. ———————————————————————————————————————————————————————– Locazioni brevi: soglia più bassa per l’attività imprenditorialeDal 2026 cambia la regola sulle locazioni brevi: fino a 2 appartamenti: si resta fuori dall’attività d’impresa; da 3 appartamenti in poi: scatta l’obbligo di partita IVA, con esclusione della cedolare secca. Cedolare seccaNon sono state modificate, invece, le aliquote della cedolare secca sulle locazioni brevi. 21% su un solo appartamento; 21% su primo e 26% sul secondo appartamento; oltre i due immobili, non si applica più la cedolare. Come si conteggiano i tre appartamentiAi fini della presunzione di imprenditorialità, si considerano solo gli appartamenti con contratti di locazione breve. Sono quindi esclusi i contratti ordinari, come i “4+4” e i “3+2”.Se più contratti brevi riguardano stanze dello stesso appartamento, l’immobile viene comunque conteggiato una sola volta.Infine, per includere un appartamento nel calcolo è sufficiente aver stipulato anche un solo contratto breve nel periodo d’imposta, anche di pochissimi giorni. ———————————————————————————————————————————————————————– Regime forfettario: confermato il limite di 35.000 euro Il regime forfettario non può essere applicato se, nell’anno precedente, il contribuente ha percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro. Per il 2025, questo limite era stato innalzato a 35.000 euro, e la nuova legge di bilancio 2026 conferma lo stesso tetto anche per il 2026. Di conseguenza, per poter accedere o rimanere nel regime forfettario nel 2026, occorre verificare i redditi percepiti nel 2025.Se nel 2025 il totale dei redditi di lavoro dipendente e assimilati supera 35.000 euro, il regime forfettario non potrà essere applicato nel 2026. ———————————————————————————————————————————————————————– Iper ammortamenti: le nuove agevolazioniPer i titolari di reddito d’impresa viene previsto un nuovo sistema di iper‑ammortamenti, che consiste nella maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili 4.0 e 5.0 ai soli fini delle imposte sui redditi, esclusivamente per il calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Beni agevolabiliRientrano nell’agevolazione gli investimenti effettuati dall’1.1.2026 al 30.9.2028 relativi a: beni materiali e immateriali strumentali nuovi 0, secondo i nuovi Allegati alla legge di bilancio 2026, prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo e destinati a strutture produttive situate in Italia; beni materiali strumentali nuovi destinati alla produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo e destinati a strutture produttive situate in Italia; Misura della maggiorazioneLa maggiorazione del costo dei beni agevolati è così articolata: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 100% per investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro; 50% per investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro. Modalità di accessoPer ottenere il beneficio, l’impresa dovrà inviare telematicamente, sulla piattaforma predisposta dal GSE e sulla base di modelli standardizzati, specifiche

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Prevenzione incendi: chiarimenti dal Ministero su bar, ristoranti e locali di intrattenimento

La Circolare 674/2026 e i chiarimenti sulle regole antincendio Il 15 gennaio 2026, il Ministero dell’Interno (Vigili del Fuoco) ha pubblicato la Circolare 674/2026 per spiegare come applicare correttamente le regole antincendio: nei bar e ristoranti nei locali con musica, intrattenimento o spettacolo Bar, ristoranti e musica: quando nasce il problema della classificazione I chiarimenti riportati nella Circolare si sono resi necessari in quanto negli ultimi anni, molti bar e ristoranti con: musica dal vivo karaoke piccoli eventi sono stati considerati automaticamente locali di pubblico spettacolo, con obblighi più pesanti.La circolare chiarisce che non è sempre corretto e spiega quando un bar resta un bar e quando invece cambia categoria. Quando un bar o ristorante è soggetto alle norme dei Vigili del Fuoco La circolare ribadisce un punto importante: bar e ristoranti, di per sé, non rientrano automaticamente nelle attività soggette ai Vigili del Fuoco (DPR 151/2011). Gli obblighi antincendio si applicano però in alcuni casi, ad esempio quando: il locale è dentro un centro commerciale o una struttura già soggetta a norme antincendio ci sono impianti di riscaldamento potenti (oltre 116 kW) l’attività assomiglia di fatto a un locale di intrattenimento o spettacolo Quindi non conta solo il nome dell’attività, ma come funziona davvero. Il ruolo del numero di persone e l’obbligo del Piano di Emergenza Un altro punto chiave riguarda quante persone sono presenti nel locale.Se nel locale ci sono più di 50 persone contemporaneamente (clienti + lavoratori), è obbligatorio: avere un Piano di Emergenza ed Evacuazione Il piano è obbligatorio anche: se lavorano almeno 10 dipendenti; se l’attività rientra tra quelle soggette al DPR 151/2011. Musica, karaoke e piccoli eventi: quando il locale resta un bar La circolare chiarisce che musica dal vivo, musica di sottofondo o karaoke non cambiano automaticamente la classificazione del locale.Il bar o ristorante resta tale se: la musica è un’attività secondaria, non principale non si modificano in modo importante: gli spazi gli impianti il numero di persone presenti In questi casi non si diventa un locale di pubblico spettacolo. Capienza, ballo e limiti al pubblico spettacolo La circolare ricorda anche che: se non si balla se la capienza è sotto le 100 persone alcuni locali con musica o karaoke sono esclusi dalle regole più rigide sul pubblico spettacolo. Quando l’intrattenimento diventa attività principale Quando il locale cambia davvero funzione? Il punto decisivo è capire cosa è l’attività principale. Se l’intrattenimento diventa più importante della ristorazione, oppure: cambiano gli spazi aumentano molto le persone cambiano i flussi di ingresso e uscita allora il locale può essere considerato di intrattenimento o pubblico spettacolo. Obblighi e adempimenti per i locali di intrattenimento o spettacolo In questi casi possono essere richiesti: permessi di pubblica sicurezza regole antincendio specifiche per i locali di spettacolo adempimenti previsti dal DPR 151/2011 Addetti antincendio e formazione obbligatoria Inoltre, la Circolare richiama l’importanza degli addetti al servizio antincendio, che devono essere adeguatamente formati e numericamente coerenti con lo scenario di rischio dell’attività. Valutazione del Rischio Incendio e misure di sicurezza Concludendo, le misure di sicurezza da adottare devono essere proporzionate ai rischi reali del locale per cui risulta necessario effettuare preventivamente la Valutazione del Rischio Incendio  che terrà in considerazione, ad esempio: come sono disposti tavoli, sedie e arredi se ci sono impianti audio e video se le uscite di emergenza sono adeguate e ben segnalate la presenza di materiali facilmente infiammabili Ecc… Il supporto di Confesercenti Se hai un’attività e hai dubbi o necessità di chiarimenti, utili per evitare interpretazioni improprie e per gestire correttamente gli adempimenti in materia di sicurezza e prevenzione incendi, ti possiamo aiutare con: – aggiornamento o redazione del DVR– valutazione rischio incendio secondo i nuovi criteri– organizzazione della formazione addetti antincendio Contattaci per una consulenzaDavide Chiari, Resp. Area Salute, Sicurezza, Igiene Alimentare: d.chiari@conf.bg.it  tel 035/4207555

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La rivoluzione informatica e la globalizzazione dell’economia hanno reso necessaria l’introduzione di una normativa rivoluzionaria che imponga alle aziende di vigilare costantemente ed adottare la massima cautela nel trattamento dei dati personali.

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La consulenza Cescot è complementare ai servizi offerti da Confesercenti Bergamo. In particolare, assiste le aziende nell’assolvimento degli obblighi formativi richiesti dalle normative di riferimento.
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Convenzioni agenzie viaggi​

Assoviaggi Confesercenti offre assistenza a 360° alla tua Agenzia Viaggi, con servizi dedicati per far fronte a quelle che sono le specifiche esigenze del tuo settore.

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Per rispondere alle esigenze di tutela della professione di guida e/o accompagnatore turistico, Confesercenti ha stipulato due polizze annuali nazionali con l’agenzia RM1886 di UnipolSai Assicurazioni S.p.A.