Agenzie di viaggio, tour operator, guide turistiche
Il primo anello della filiera turistica. Le agenzie di viaggio hanno il compito di progettare, organizzare, personalizzare l’esperienza del viaggiatore dopo averne ascoltato attentamente le esigenze, compreso i bisogni e le aspettative. Una consulenza delicatissima da cui dipende buona parte del successo dell’intera vacanza.
Lo scenario. Internet ha sostituito i vecchi canali analogici attraverso cui il turista fai da te era solito prenotare, avverte la necessità di essere consigliato e assistito, continuerà a rivolgersi alle agenzie di viaggio: acquisterà percorsi studiati su misura, prediligerà i tour con guide professionali. La filiera reale ha quindi ragione di esistere anche nell’era digitale.
La risorsa in più di Confesercenti. Siamo da tempo impegnati a sensibilizzare il Governo centrale affinché approcci come filiera strategica tutto il settore turistico, che oggi rappresenta il 14,1% del PIL. Accanto alle iniziative a tutela degli interessi di categoria, abbiamo stipulato alcune convenzioni vantaggiose, come il Fondo Garanzia Agenzie, RC per le Guide Turistiche, noleggio auto e sportello per la consulenza legale gratuita.
Formazione, consulenza, assistenza e coaching, accesso al credito e gestione bandi sono i nostri servizi di punta per il settore, per far crescere le professionalità coinvolte nell’accoglienza e nella gestione del cliente.
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61 nuove Attività Storiche in Bergamasca: Terzi, “sostenere chi resiste”
Sono 61 le nuove Attività Storiche e di Tradizione riconosciute da Regione Lombardia in provincia di Bergamo, su un totale di 466 riconoscimenti assegnati a livello regionale. Un risultato che il Presidente di Confesercenti Bergamo Antonio Terzi accoglie con favore: «I nuovi riconoscimenti di attività storica arrivano a premiare la tradizione e il valore che queste attività rappresentano per le nostre comunità. Testimoniano quanto siano presìdi preziosi e irrinunciabili per tenere vivo un territorio in un momento di grandi trasformazioni». «Per loro che resistono – prosegue Terzi – e per quanti sentono sempre più viva l’esigenza di ricostruire un contesto idoneo al proseguimento dell’attività, non posso che fare appello anche in questa occasione alle sensibilità di tutte le comunità affinché sostengano, sottoscrivendola online, la proposta di legge popolare per la realizzazione di nuove misure idonee a invertire un trend che sta diventando pesante e pericoloso». Possono richiedere il riconoscimento regionale i negozi storici, i locali storici e le botteghe artigiane storiche che hanno svolto la propria attività per un periodo di almeno quarant’anni all’interno del medesimo comune. Le imprese in possesso dei requisiti richiesti vengono iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione, ottenendo il marchio identificativo. Ricordiamo che i nostri uffici sono a disposizione per offrire agli associati tutta la consulenza necessaria alla presentazione delle domande.”

Confesercenti Lombardia, confermato Filippo Caselli alla direzione regionale: forte rappresentanza bergamasca nella nuova governance guidata da Quaresmini
La Presidenza regionale di Confesercenti Lombardia ha confermato Filippo Caselli alla guida della direzione regionale per il quadriennio 2026-2030, affiancato dal neonominato vicedirettore Stefano Boni. Un incarico che Caselli ricopre insieme a quello di direttore di Confesercenti Bergamo, e che consolida il ruolo bergamasco ai vertici organizzativi dell’associazione lombarda. La conferma arriva nell’ambito del rinnovo degli organi dirigenti seguito all’assemblea elettiva del 18 giugno a Palazzo dei Giureconsulti, a Milano, che ha eletto Barbara Quaresmini nuova presidente di Confesercenti Lombardia. Imprenditrice bresciana attiva nel settore immobiliare, Quaresmini era già alla guida di Confesercenti Lombardia Orientale e del Coordinamento nazionale per l’Imprenditoria femminile dell’associazione dei commercianti. Bergamo esprime cinque rappresentanti nella nuova Presidenza regionale, su 22 membri complessivi: oltre a Caselli, Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo da poco rieletto, Leda Canfarelli, vicepresidente dell’associazione bergamasca, e Cesare Rossi, vicedirettore provinciale. Nella Giunta esecutiva definita nei giorni successivi, Terzi è stato designato vicepresidente vicario regionale, mentre Andrea Painini (Confesercenti Milano, Lodi, Monza e Brianza) è stato confermato vicepresidente per il terzo mandato consecutivo. Completano la Giunta Leda Canfarelli insieme a Davide Guerra (Mantova), Rosita De Fino (Varese), Andrea Mattia Maggioni (Brescia) e Franco Sacco (Milano). Nel suo intervento la presidente Quaresmini ha richiamato i dati dell’Osservatorio sulla rete distributiva regionale, che segnalano una rete di vicinato in recessione in 11 province lombarde su 12, ad eccezione del solo capoluogo milanese, schiacciata dalla grande distribuzione organizzata e da un difficile ricambio generazionale. Tra le priorità del nuovo mandato, Quaresmini ha indicato il sostegno all’imprenditoria femminile — che in Lombardia conta circa 190mila imprese, il numero più alto in Italia — il potenziamento dei Distretti del Commercio, la proposta di legge per le Zone Economiche Speciali di Prossimità e una decisa semplificazione burocratica, a fronte di adempimenti amministrativi che oggi assorbono il 3% del fatturato delle imprese.

Previdenza complementare, dal 1° luglio 2026 arriva l’adesione automatica per i nuovi lavoratori del settore privato
Pubblicate le Direttive attuative in materia di adesione automatica alle forme pensionistiche complementari previste dall’articolo 8 del decreto legislativo n. 252 del 2005. La nuova disciplina si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione dei lavoratori domestici, assunti o riassunti a decorrere dal 1° luglio 2026. Si tratta di una novità di particolare rilievo che modifica profondamente il meccanismo di accesso alla previdenza complementare per i nuovi rapporti di lavoro, introducendo un sistema di adesione automatica accompagnato dalla possibilità per il lavoratore di esercitare una facoltà di rinuncia entro sessanta giorni dall’assunzione. Dal momento dell’assunzione il lavoratore è considerato aderente a una forma pensionistica complementare individuata secondo i criteri previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva applicabile.Entro sessanta giorni dalla data di assunzione il lavoratore può:• confermare l’adesione automatica;• scegliere espressamente una diversa forma pensionistica complementare;• rinunciare all’adesione automatica e mantenere il TFR secondo il regime ordinario previsto dall’articolo 2120 del codice civile, nei casi consentiti dalla normativa.Decorso il termine di sessanta giorni senza una diversa manifestazione di volontà, l’adesione automatica si consolida definitivamente.La disciplina conferma il principio della volontarietà dell’adesione alla previdenza complementare, attribuendo tuttavia al silenzio del lavoratore il valore di conferma implicita dell’adesione automatica prevista dalla legge. La disciplina riguarda:• i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio 2026;• i lavoratori riassunti presso un nuovo datore di lavoro dopo il 30 giugno 2026, secondo le regole specifiche previste dalla normativa. Restano esclusi:• i lavoratori già in forza alla data del 30 giugno 2026 che non instaurano successivamente un nuovo rapporto di lavoro dipendente;• i lavoratori domestici;• i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, per i quali continua ad applicarsi la disciplina specifica prevista per il pubblico impiego. L’adesione automatica opera prioritariamente verso la forma pensionistica collettiva individuata dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali applicati al rapporto di lavoro. Qualora risultino applicabili più forme pensionistiche collettive, la normativa individua specifici criteri per la scelta della forma destinataria. In assenza di una forma pensionistica collettiva individuabile sulla base della contrattazione applicata, trova applicazione la disciplina residuale prevista dalla normativa vigente. In caso di consolidamento dell’adesione automatica, la contribuzione decorre retroattivamente dalla data di assunzione. L’adesione automatica comporta il versamento:• dell’intero TFR maturando;• del contributo a carico del datore di lavoro nella misura prevista dalla contrattazione collettiva;• del contributo a carico del lavoratore nella misura minima prevista dalla contrattazione collettiva. La normativa prevede una specifica eccezione per i lavoratori con retribuzioni particolarmente basse, ai quali è riconosciuta la facoltà di non versare il contributo a proprio carico secondo le modalità individuate dalle Direttive COVIP. L’adesione automatica si applica anche ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a due mesi. Qualora il rapporto di lavoro cessi prima della scadenza del termine di sessanta giorni previsto per l’esercizio della facoltà di rinuncia, l’adesione automatica non produce effetti. I contratti di durata inferiore a sessanta giorni restano esclusi dal nuovo meccanismo. Per i lavoratori che instaurano un nuovo rapporto di lavoro dopo precedenti esperienze lavorative, la disciplina distingue tra:• soggetti già titolari di una posizione di previdenza complementare alimentata con TFR;• soggetti che non risultano titolari di una posizione previdenziale complementare alimentata con TFR. Le conseguenze operative variano in funzione della situazione dichiarata dal lavoratore al momento dell’assunzione. I datori di lavoro sono tenuti a:• consegnare al lavoratore l’informativa prevista dalla normativa;• acquisire e conservare la documentazione relativa alle scelte effettuate dal lavoratore;• individuare correttamente la forma pensionistica di destinazione;• comunicare le adesioni automatiche alle forme pensionistiche interessate;• effettuare i versamenti dovuti, comprensivi delle quote arretrate maturate dalla data di assunzione.ticolare attenzione dovrà pertanto essere prestata alla raccolta delle dichiarazioni richieste dalla normativa.

Librerie indipendenti e di prossimità: Confesercenti Bergamo e SIL esprimono soddisfazione per l’approvazione dell’odg in Consiglio regionale.
Confesercenti Bergamo e SIL Sindacato Italiano Librai esprimono soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale della Lombardia, dell’ordine del giorno a sostegno delle librerie indipendenti e di prossimità, presentato nell’ambito della discussione del Programma Triennale per la Cultura 2026-2028. L’atto, sottoscritto in prima firma dalla consigliera Paola Bocci (PD) e votato anche dalla maggioranza, riconosce il ruolo delle librerie indipendenti come veri e propri presìdi socioculturali, capaci di favorire la partecipazione, la coesione sociale e la diffusione della lettura, in particolare nei piccoli comuni e nelle periferie urbane e periurbane. Tra gli impegni contenuti nell’odg figurano la mappatura delle librerie indipendenti sul territorio lombardo, la loro valorizzazione nell’ambito del “Patto per la Lettura”, il sostegno alla collaborazione con biblioteche, scuole ed enti locali, festival letterari e soggetti del Terzo settore, l’introduzione di criteri premiali per i progetti a favore delle librerie nei territori con minore offerta culturale. Confesercenti Bergamo e SIL sottolineano l’importanza di un riconoscimento condiviso e trasversale, sottoscritto anche da consiglieri di diversi schieramenti, come segnale di attenzione verso un settore che continua a rappresentare un presidio culturale ed economico essenziale per le comunità del territorio. Le due organizzazioni auspicano che a questo primo passo seguano interventi concreti, nella consapevolezza che le librerie indipendenti non possono essere considerate semplici esercizi commerciali, ma luoghi di cultura e di relazione da tutelare e sostenere con politiche pubbliche adeguate. Antonio Terzi, presidente Confesercenti Bergamo: «Un sentito grazie ai promotori e a tutto il Consiglio. Non è la prima volta che Regione Lombardia riconosce la necessità di sostenere le librerie di prossimità. Auspichiamo che gli inviti diventino impegni: le librerie devono essere al centro della distribuzione in ogni luogo e in ogni occasione ci sia di mezzo un libro. Diciamo no ai festival in cui si commercializzano libri senza le librerie, alle vendite abusive nelle nostre scuole, all’utilizzo del libro come oggetto civetta in grande distribuzione. A meccanismi di acquisto da parte delle Pubbliche Amministrazioni che escludono le librerie. Tutti temi di cui si è discusso per arrivare al provvedimento approvato. Così, se sostenuti dalle istituzioni, potremo pensare di invertire numeri davvero preoccupanti».

Saldi estivi 2026: Confesercenti Bergamo rilancia la petizione FISMO per regole uguali tra commercio fisico e online
La stagione dei saldi estivi parte ufficialmente sabato 4 luglio, ma per molti consumatori bergamaschi è già iniziata. L’anticipo costante dei saldi e il proliferare di promozioni durante tutto l’anno, infatti, hanno di fatto cancellato la distinzione tra stagione e fuori stagione, creando difficoltà crescenti soprattutto per le piccole e medie imprese del commercio. In occasione dei saldi estivi Confesercenti Bergamo rilancia la raccolta firme promossa da FISMO – Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti – per chiedere un mercato più trasparente e condizioni di concorrenza realmente eque tra tutti gli operatori del settore. Si chiedono regole uguali per tutti al fine di difendere le attività che animano città e quartieri con una mobilitazione che coinvolge l’intero sistema associativo e i territori, chiamati a sostenere e diffondere la campagna. L’obiettivo è quello di sollecitare il Parlamento a definire un quadro normativo più equo e uniforme, che riporti i saldi di fine stagione alla loro naturale collocazione temporale, per garantire una regolamentazione chiara e trasparente delle promozioni e assicurare una tutela efficace alle imprese di vicinato, oggi penalizzate da forme di concorrenza online spesso non allineate agli stessi criteri di correttezza e, infine, per rafforzare i controlli dei grandi operatori internazionali. «I saldi rappresentano un momento importante per il commercio – dichiara Filippo Caselli, direttore di Confesercenti Bergamo – ma rischiano di perdere la loro funzione se il mercato continua a essere caratterizzato da sconti pressoché permanenti. Per questo sosteniamo la petizione di FISMO: non chiediamo trattamenti di favore, ma regole chiare e uguali per tutti, indipendentemente dal canale di vendita. La trasparenza del mercato è un valore per tutti: per le imprese, che devono poter competere ad armi pari, e per i consumatori, che hanno diritto a offerte chiare e corrette. L’avvio dei saldi è l’occasione per riportare al centro questo tema». Confesercenti Bergamo invita quindi imprese e cittadini a sostenere la petizione promossa da FISMO Confesercenti per riaffermare il valore dei saldi e la necessità di un quadro normativo più equilibrato. Per firmare è necessario collegarsi al link https://fismo.confesercenti.it/petizione/ Sulla stessa linea si esprime anche Simone Palazzi, titolare di Palazzi Abbigliamento ad Albino e membro della Presidenza di Confesercenti Bergamo, che sottolinea come l’assenza di una regolamentazione efficace stia generando una crescente confusione anche per l’utente finale: «Oggi il cliente si ritrova davanti a promozioni continue, spesso indefinite, che rendono difficile distinguere tra un vero saldo e uno sconto ordinario. Questo non solo indebolisce la fiducia, ma svuota di significato un momento commerciale che dovrebbe essere chiaro, riconoscibile e tutelato. Le imprese che rispettano le regole hanno bisogno di certezze: sapere quando iniziano i saldi, quali sono le condizioni e che tutti – online e offline – operino con gli stessi criteri». Conclude Palazzi: «Chi lavora sul territorio investe in qualità, servizio e relazione con il cliente. Senza regole condivise, questo valore rischia di essere oscurato da una comunicazione promozionale aggressiva e permanente che non aiuta né le imprese né i consumatori. Per questo la petizione di FISMO è un passo necessario: serve riportare ordine, chiarezza e correttezza in un mercato che sta diventando sempre più difficile da regolare o interpretare».

Violenze e molestie sul lavoro: obbligo di valutazione dei rischi per le imprese
Il D.Lgs. n. 81/2008 in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro impone la valutazione di tutti i rischi cui sono esposti i lavoratori durante l’attività lavorativa. Tra questi rientra ora esplicitamente anche il rischio di violenze e molestie, alla luce della Legge n. 4 del 15 gennaio 2021, con cui l’Italia ha ratificato la Convenzione ILO n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro. Le imprese sono pertanto tenute a integrare il proprio Documento di Valutazione dei Rischi con un’apposita sezione dedicata, che identifichi i fattori di rischio specifici — nelle forme fisiche, verbali, digitali, psicologiche e sessuali — e definisca misure di prevenzione adeguate al contesto aziendale. La valutazione deve inoltre prevedere procedure chiare per la gestione delle segnalazioni e azioni di sensibilizzazione del personale. Le aziende il cui DVR non contempli ancora questo profilo di rischio sono invitate a provvedere all’integrazione, al fine di adempiere agli obblighi normativi vigenti e tutelare al contempo la dignità dei lavoratori e la reputazione dell’impresa. Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi agli uffici di Confesercenti Bergamo.