Hotel e strutture ricettive in genere
Hotel e destinazione turistica: si vince insieme. Da quando Bergamo si è scoperta mèta turistica con una sua capacità di attrarre flussi di visitatori nazionali e internazionali, il settore alberghiero ha capito di avere un’importante argomentazione: un patrimonio che integra bellezze paesaggistiche, storia, arte, cultura, enogastronomia, percorsi religiosi e sportivi. La guest experience è la somma di output che arrivano al turista dai diversi punti di contatto con il territorio, ma la qualità dell’esperienza vissuta in hotel resta uno dei principali fattori che influenzano la valutazione finale del visitatore.
Lo scenario. Negli ultimi dieci anni la provincia di Bergamo ha più che triplicato il numero di posti letto e diversificato l’offerta con un significativo aumento delle proposte extralberghiere. Gli hotel rappresentano circa il 35% della capacità ricettiva del territorio: pur utilizzando la rete dei booking engine e le piattaforme istituzionali, hanno iniziato ad incentivare la prenotazione diretta riappropriandosi della relazione con il cliente. Comunicazioni pre-stay che valorizzano la destinazione, massima attenzione alla qualità dell’accoglienza e del soggiorno, mantenimento del rapporto post-checkout con azioni di marketing diretto sono tra le strategie messe in atto per trasformare il soggiorno in hotel in una guest experience che fidelizza.
La risorsa in più di Confesercenti. Siamo diventati un prezioso interlocutore per le istituzioni che si occupano di turismo, da Visit Bergamo alle amministrazioni comunali, dalla CCIAA alla Provincia. Abbiamo orientato le loro decisioni, dato spazio alle nuove idee e messo in luce le attrattività del territorio.
Grazie alla rete dei nostri servizi, ci impegniamo a qualificare l’offerta delle attività turistiche e la crescita delle professionalità coinvolte. Formazione, consulenza, assistenza, coaching, accesso al credito e gestione bandi sono tra i nostri servizi di punta a disposizione del settore dell’ospitalità.
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Previdenza complementare, dal 1° luglio 2026 arriva l’adesione automatica per i nuovi lavoratori del settore privato
Pubblicate le Direttive attuative in materia di adesione automatica alle forme pensionistiche complementari previste dall’articolo 8 del decreto legislativo n. 252 del 2005. La nuova disciplina si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione dei lavoratori domestici, assunti o riassunti a decorrere dal 1° luglio 2026. Si tratta di una novità di particolare rilievo che modifica profondamente il meccanismo di accesso alla previdenza complementare per i nuovi rapporti di lavoro, introducendo un sistema di adesione automatica accompagnato dalla possibilità per il lavoratore di esercitare una facoltà di rinuncia entro sessanta giorni dall’assunzione. Dal momento dell’assunzione il lavoratore è considerato aderente a una forma pensionistica complementare individuata secondo i criteri previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva applicabile.Entro sessanta giorni dalla data di assunzione il lavoratore può:• confermare l’adesione automatica;• scegliere espressamente una diversa forma pensionistica complementare;• rinunciare all’adesione automatica e mantenere il TFR secondo il regime ordinario previsto dall’articolo 2120 del codice civile, nei casi consentiti dalla normativa.Decorso il termine di sessanta giorni senza una diversa manifestazione di volontà, l’adesione automatica si consolida definitivamente.La disciplina conferma il principio della volontarietà dell’adesione alla previdenza complementare, attribuendo tuttavia al silenzio del lavoratore il valore di conferma implicita dell’adesione automatica prevista dalla legge. La disciplina riguarda:• i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio 2026;• i lavoratori riassunti presso un nuovo datore di lavoro dopo il 30 giugno 2026, secondo le regole specifiche previste dalla normativa. Restano esclusi:• i lavoratori già in forza alla data del 30 giugno 2026 che non instaurano successivamente un nuovo rapporto di lavoro dipendente;• i lavoratori domestici;• i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, per i quali continua ad applicarsi la disciplina specifica prevista per il pubblico impiego. L’adesione automatica opera prioritariamente verso la forma pensionistica collettiva individuata dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali applicati al rapporto di lavoro. Qualora risultino applicabili più forme pensionistiche collettive, la normativa individua specifici criteri per la scelta della forma destinataria. In assenza di una forma pensionistica collettiva individuabile sulla base della contrattazione applicata, trova applicazione la disciplina residuale prevista dalla normativa vigente. In caso di consolidamento dell’adesione automatica, la contribuzione decorre retroattivamente dalla data di assunzione. L’adesione automatica comporta il versamento:• dell’intero TFR maturando;• del contributo a carico del datore di lavoro nella misura prevista dalla contrattazione collettiva;• del contributo a carico del lavoratore nella misura minima prevista dalla contrattazione collettiva. La normativa prevede una specifica eccezione per i lavoratori con retribuzioni particolarmente basse, ai quali è riconosciuta la facoltà di non versare il contributo a proprio carico secondo le modalità individuate dalle Direttive COVIP. L’adesione automatica si applica anche ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a due mesi. Qualora il rapporto di lavoro cessi prima della scadenza del termine di sessanta giorni previsto per l’esercizio della facoltà di rinuncia, l’adesione automatica non produce effetti. I contratti di durata inferiore a sessanta giorni restano esclusi dal nuovo meccanismo. Per i lavoratori che instaurano un nuovo rapporto di lavoro dopo precedenti esperienze lavorative, la disciplina distingue tra:• soggetti già titolari di una posizione di previdenza complementare alimentata con TFR;• soggetti che non risultano titolari di una posizione previdenziale complementare alimentata con TFR. Le conseguenze operative variano in funzione della situazione dichiarata dal lavoratore al momento dell’assunzione. I datori di lavoro sono tenuti a:• consegnare al lavoratore l’informativa prevista dalla normativa;• acquisire e conservare la documentazione relativa alle scelte effettuate dal lavoratore;• individuare correttamente la forma pensionistica di destinazione;• comunicare le adesioni automatiche alle forme pensionistiche interessate;• effettuare i versamenti dovuti, comprensivi delle quote arretrate maturate dalla data di assunzione.ticolare attenzione dovrà pertanto essere prestata alla raccolta delle dichiarazioni richieste dalla normativa.

Librerie indipendenti e di prossimità: Confesercenti Bergamo e SIL esprimono soddisfazione per l’approvazione dell’odg in Consiglio regionale.
Confesercenti Bergamo e SIL Sindacato Italiano Librai esprimono soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale della Lombardia, dell’ordine del giorno a sostegno delle librerie indipendenti e di prossimità, presentato nell’ambito della discussione del Programma Triennale per la Cultura 2026-2028. L’atto, sottoscritto in prima firma dalla consigliera Paola Bocci (PD) e votato anche dalla maggioranza, riconosce il ruolo delle librerie indipendenti come veri e propri presìdi socioculturali, capaci di favorire la partecipazione, la coesione sociale e la diffusione della lettura, in particolare nei piccoli comuni e nelle periferie urbane e periurbane. Tra gli impegni contenuti nell’odg figurano la mappatura delle librerie indipendenti sul territorio lombardo, la loro valorizzazione nell’ambito del “Patto per la Lettura”, il sostegno alla collaborazione con biblioteche, scuole ed enti locali, festival letterari e soggetti del Terzo settore, l’introduzione di criteri premiali per i progetti a favore delle librerie nei territori con minore offerta culturale. Confesercenti Bergamo e SIL sottolineano l’importanza di un riconoscimento condiviso e trasversale, sottoscritto anche da consiglieri di diversi schieramenti, come segnale di attenzione verso un settore che continua a rappresentare un presidio culturale ed economico essenziale per le comunità del territorio. Le due organizzazioni auspicano che a questo primo passo seguano interventi concreti, nella consapevolezza che le librerie indipendenti non possono essere considerate semplici esercizi commerciali, ma luoghi di cultura e di relazione da tutelare e sostenere con politiche pubbliche adeguate. Antonio Terzi, presidente Confesercenti Bergamo: «Un sentito grazie ai promotori e a tutto il Consiglio. Non è la prima volta che Regione Lombardia riconosce la necessità di sostenere le librerie di prossimità. Auspichiamo che gli inviti diventino impegni: le librerie devono essere al centro della distribuzione in ogni luogo e in ogni occasione ci sia di mezzo un libro. Diciamo no ai festival in cui si commercializzano libri senza le librerie, alle vendite abusive nelle nostre scuole, all’utilizzo del libro come oggetto civetta in grande distribuzione. A meccanismi di acquisto da parte delle Pubbliche Amministrazioni che escludono le librerie. Tutti temi di cui si è discusso per arrivare al provvedimento approvato. Così, se sostenuti dalle istituzioni, potremo pensare di invertire numeri davvero preoccupanti».

Saldi estivi 2026: Confesercenti Bergamo rilancia la petizione FISMO per regole uguali tra commercio fisico e online
La stagione dei saldi estivi parte ufficialmente sabato 4 luglio, ma per molti consumatori bergamaschi è già iniziata. L’anticipo costante dei saldi e il proliferare di promozioni durante tutto l’anno, infatti, hanno di fatto cancellato la distinzione tra stagione e fuori stagione, creando difficoltà crescenti soprattutto per le piccole e medie imprese del commercio. In occasione dei saldi estivi Confesercenti Bergamo rilancia la raccolta firme promossa da FISMO – Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti – per chiedere un mercato più trasparente e condizioni di concorrenza realmente eque tra tutti gli operatori del settore. Si chiedono regole uguali per tutti al fine di difendere le attività che animano città e quartieri con una mobilitazione che coinvolge l’intero sistema associativo e i territori, chiamati a sostenere e diffondere la campagna. L’obiettivo è quello di sollecitare il Parlamento a definire un quadro normativo più equo e uniforme, che riporti i saldi di fine stagione alla loro naturale collocazione temporale, per garantire una regolamentazione chiara e trasparente delle promozioni e assicurare una tutela efficace alle imprese di vicinato, oggi penalizzate da forme di concorrenza online spesso non allineate agli stessi criteri di correttezza e, infine, per rafforzare i controlli dei grandi operatori internazionali. «I saldi rappresentano un momento importante per il commercio – dichiara Filippo Caselli, direttore di Confesercenti Bergamo – ma rischiano di perdere la loro funzione se il mercato continua a essere caratterizzato da sconti pressoché permanenti. Per questo sosteniamo la petizione di FISMO: non chiediamo trattamenti di favore, ma regole chiare e uguali per tutti, indipendentemente dal canale di vendita. La trasparenza del mercato è un valore per tutti: per le imprese, che devono poter competere ad armi pari, e per i consumatori, che hanno diritto a offerte chiare e corrette. L’avvio dei saldi è l’occasione per riportare al centro questo tema». Confesercenti Bergamo invita quindi imprese e cittadini a sostenere la petizione promossa da FISMO Confesercenti per riaffermare il valore dei saldi e la necessità di un quadro normativo più equilibrato. Per firmare è necessario collegarsi al link https://fismo.confesercenti.it/petizione/ Sulla stessa linea si esprime anche Simone Palazzi, titolare di Palazzi Abbigliamento ad Albino e membro della Presidenza di Confesercenti Bergamo, che sottolinea come l’assenza di una regolamentazione efficace stia generando una crescente confusione anche per l’utente finale: «Oggi il cliente si ritrova davanti a promozioni continue, spesso indefinite, che rendono difficile distinguere tra un vero saldo e uno sconto ordinario. Questo non solo indebolisce la fiducia, ma svuota di significato un momento commerciale che dovrebbe essere chiaro, riconoscibile e tutelato. Le imprese che rispettano le regole hanno bisogno di certezze: sapere quando iniziano i saldi, quali sono le condizioni e che tutti – online e offline – operino con gli stessi criteri». Conclude Palazzi: «Chi lavora sul territorio investe in qualità, servizio e relazione con il cliente. Senza regole condivise, questo valore rischia di essere oscurato da una comunicazione promozionale aggressiva e permanente che non aiuta né le imprese né i consumatori. Per questo la petizione di FISMO è un passo necessario: serve riportare ordine, chiarezza e correttezza in un mercato che sta diventando sempre più difficile da regolare o interpretare».

Violenze e molestie sul lavoro: obbligo di valutazione dei rischi per le imprese
Il D.Lgs. n. 81/2008 in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro impone la valutazione di tutti i rischi cui sono esposti i lavoratori durante l’attività lavorativa. Tra questi rientra ora esplicitamente anche il rischio di violenze e molestie, alla luce della Legge n. 4 del 15 gennaio 2021, con cui l’Italia ha ratificato la Convenzione ILO n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro. Le imprese sono pertanto tenute a integrare il proprio Documento di Valutazione dei Rischi con un’apposita sezione dedicata, che identifichi i fattori di rischio specifici — nelle forme fisiche, verbali, digitali, psicologiche e sessuali — e definisca misure di prevenzione adeguate al contesto aziendale. La valutazione deve inoltre prevedere procedure chiare per la gestione delle segnalazioni e azioni di sensibilizzazione del personale. Le aziende il cui DVR non contempli ancora questo profilo di rischio sono invitate a provvedere all’integrazione, al fine di adempiere agli obblighi normativi vigenti e tutelare al contempo la dignità dei lavoratori e la reputazione dell’impresa. Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi agli uffici di Confesercenti Bergamo.

Lavoro all’aperto nelle ore più calde – l’ordinanza di Regione Lombardia
In considerazione delle prolungate ondate di calore che interessano la Lombardia nel 2026 e previste anche per i prossimi giorni, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana ha firmato un’ordinanza urgente finalizzata a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature. Tale disposizione riguarda in particolare: attività edili, cantieristiche in esterni e cave, lavori agricoli e florovivaisti, L’ordinanza, in vigore dalle 00.01 del 10 giugno e fino al 23 settembre 2026, disciplina il divieto di attività lavorativa all’aperto tra le 12.30 e le 16 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito : www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO” e, più specificatamente, sul sito https://app.worklimate.it/ordinanza-caldo-lavoro Comunque in tutte le lavorazioni all’aperto (ad esempio attività logistiche svolte nei piazzali, baie di carico e scarico) e nelle lavorazioni che avvengono in ambienti chiusi non climatizzati, ove le condizioni termiche siano influenzate dalle condizioni meteoclimatiche esterne, è raccomandato il rispetto delle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”. Consulta l’ordinanza.
Confesercenti Bergamo: Antonio Terzi riconfermato presidente
L’assemblea elettiva riunita oggi nella sala Pitch Lounge alla New Balance Arena – lo stadio dell’Atalanta – ha riconfermato Antonio Terzi alla guida di Confesercenti Bergamo, l’associazione che rappresenta le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Classe 1970, Terzi è alla presidenza dal 2021 e vanta una lunga esperienza nella rappresentanza delle categorie del commercio: già presidente di Imprese & Territorio, membro storico della Giunta di Confesercenti Bergamo e presidente di Li.Ber – Associazione Librai Bergamaschi. A livello nazionale ricopre inoltre il ruolo di presidente del SIL – Sindacato Italiano Librai, una delle sigle più antiche della Confesercenti. La sua riconferma consolida un percorso di impegno continuativo a favore delle imprese del territorio. L’assemblea ha inoltre nominato la Presidenza – l’organo di direzione politico-sindacale dell’associazione, composta da 34 membri, il collegio dei revisori dei conti e il collegio di garanzia: un momento di grande importanza per la vita dell’associazione e i suoi futuri sviluppi. Successivamente, la Presidenza eleggerà la giunta esecutiva e i vicepresidenti di Confesercenti Bergamo. Sul palco, per i saluti all’assemblea, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, il vicesindaco Sergio Gandi, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, il sindaco di Treviglio Juri Fabio Imeri, il segretario generale Camera di Commercio di Bergamo Maria Paola Esposito e l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia Claudia Terzi. Antonio Terzi, al suo secondo mandato, ha messo al centro le persone, richiamando l’attenzione sulle sfide che commercio, turismo e servizi stanno affrontando: aumento dei costi, concorrenza sleale, trasformazione dei consumi e desertificazione commerciale: “Confesercenti – afferma Terzi – non rappresenta soltanto imprese, ma soprattutto persone: donne e uomini che ogni giorno investono il proprio lavoro, il proprio risparmio e spesso la propria vita familiare per mantenere viva la nostra economia di territorio. Parlare di commercio, turismo e servizi significa per noi parlare di comunità, di lavoro dignitoso e di qualità della vita.” Ha quindi analizzato le criticità del momento per le imprese del territorio, tra pressioni geopolitiche e trasformazioni dei modelli di consumo: “Da un lato le nuove emergenze geopolitiche, che da internazionali diventano profondamente percepibili e percepite a livello locale: costi di gestione che schizzano alle stelle, spese per l’energia e i trasporti ingestibili e di conseguenza effetto inflattivo significativo sulle nostre merceologie, il crollo del potere d’acquisto delle famiglie, le nostre e quelle dei nostri clienti, una burocrazia che continua ad appesantire l’attività quotidiana delle imprese. A tutto questo si aggiunge una sfida ancora più profonda: la trasformazione dei modelli di consumo e delle modalità di commercio.” Terzi ha poi acceso i riflettori sulla desertificazione commerciale, fenomeno sempre più visibile nei quartieri e nei piccoli centri: “Se la città, almeno nelle sue aree centrali, riesce a resistere e addirittura a trasformarsi anche grazie ai flussi turistici, i quartieri e i nostri paesi si svuotano, ed anche centri di medie dimensioni ci restituiscono un senso di tristezza e desolazione che mai avremmo immaginato di vivere”, e ha affrontato il tema dello lo spostamento degli acquisti verso le piattaforme digitali e delle varie forme di abusivismo commerciale. “Non demonizziamo l’innovazione né le nuove tecnologie –continua Terzi – che possono rappresentare anche per le nostre imprese una straordinaria opportunità di crescita. Ma una recente valutazione del nostro Centro Studi mostra come questo cambiamento delle abitudini di acquisto degli italiani genera alle casse pubbliche un mancato gettito di circa 7,3 miliardi di euro l’anno. A cui si aggiunge l’effetto di un’altra delle criticità che attanagliano il nostro mondo: le varie forme di abusivismo commerciale (che spesso chiediamo inascoltati alle autorità di affrontare) che vale almeno altri 11 miliardi di euro l’anno.” Ha dedicato un passaggio al turismo, opportunità strategica per il territorio ma che richiede, secondo Terzi, una governance attenta: “Il turismo rappresenta oggi una straordinaria opportunità di sviluppo per il nostro territorio: sostiene il commercio, la ristorazione e i servizi, genera investimenti e contribuisce a rendere più attrattive le nostre comunità. Ma proprio per questo va governato, accompagnando le trasformazioni senza perdere l’autenticità dei luoghi e costruendo una regia territoriale capace di aumentare il tempo di permanenza dei visitatori e di distribuire i flussi oltre le destinazioni ormai consolidate, valorizzando l’intera provincia e il suo commercio di prossimità.” Terzi ha sottolineato l’impegno di Confesercenti sul fronte del lavoro con il recente rinnovo dei contratti collettivi: “Il costo del lavoro è cresciuto, ma è un percorso ineludibile. Ora anche altri facciano la loro parte: pretendiamo dallo Stato rispetto, tutela, semplificazione e alleggerimento fiscale sugli oneri legati al lavoro.” Ha però denunciato il rischio del dumping salariale alimentato dai contratti pirata: “Al CNEL sono depositati oltre mille contratti collettivi, molti pensati apposta per applicare salari più bassi. È sfruttamento dei lavoratori e concorrenza sleale verso chi rispetta le regole. Vogliamo che il nostro contratto sia un esempio, non una zavorra.” Ha quindi illustrato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana e la tutela del commercio di prossimità: “Attraverso l’istituzione delle ZESpro — Zone Economiche Speciali di Prossimità — promuoviamo uno strumento nuovo, che può anche servire per rilanciare l’idea virtuosa, ma non sempre ben sfruttata, dei Distretti del Commercio. All’interno delle ZESpro è previsto un regime organico di interventi: incentivi fiscali, sostegno finanziario, contributi per l’avvio e il rilancio delle attività, semplificazione amministrativa.” Il Presidente ha quindi invitato tutti a sottoscrivere la proposta: l’obiettivo è raccogliere 50.000 firme a sostegno di negozi, pubblici esercizi, botteghe e servizi nei quartieri e nei centri urbani. Firmare è semplice e richiede pochi secondi: basta accedere con SPID, CIE o CNS alla piattaforma del Ministero della Giustizia — https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009 — e cliccare su “Sostieni l’iniziativa”. Inevitabile, poi, visti gli eventi di cronaca recenti, un passaggio sul tema della sicurezza in città e in