Antonio Terzi riconfermato Presidente nazionale del Sindacato Italiano Librai (SIL)

L’Assemblea elettiva del Sindacato Italiano Librai (SIL), l’organizzazione che rappresenta librerie e cartolibrerie aderenti al sistema Confesercenti, ha confermato Antonio Terzi alla presidenza nazionale. Terzi, che negli ultimi due anni ha guidato l’Associazione dopo le dimissioni del precedente Presidente, continuerà a rappresentare il settore in una fase cruciale per il mondo del libro. Nel suo intervento, Terzi ha tracciato un bilancio del lavoro svolto e indicato le priorità per il futuro:«Il SIL si è distinto nell’affermare il ruolo determinante delle librerie indipendenti per la diffusione della cultura e per il presidio dei territori, tutelando il loro operato e facendosi portavoce delle loro istanze. Il lavoro iniziato da Cristina Giussani ci permette oggi di essere un attore incisivo nei tavoli di filiera», ha dichiarato. Tra i temi più urgenti, Terzi ha sottolineato la necessità di maggiore attenzione al settore della scolastica:«Abbiamo avanzato proposte concrete, ma la risposta istituzionale finora è stata insufficiente. È un terreno su cui dobbiamo continuare a insistere, con tenacia e unità di intenti, cercando alleanze». Guardando al futuro, il Presidente ha ribadito l’impegno a rendere il SIL «una casa aperta e accogliente per chi lavora nel nostro mondo», e a rafforzare il dialogo con gli altri attori della filiera:«Solo una presenza capillare di librerie e librai sul territorio può contribuire in maniera determinante a invertire la tendenza sulla propensione alla lettura, che da decenni perseguiamo senza riuscire a innescare. Lavorando insieme, potremo scrivere ancora pagine importanti per la nostra categoria e per la cultura del Paese».
Nuove regole sulla PEC personale degli amministratori di società.

Con il Decreto Legge n. 159 del 31 ottobre 2025, il Governo ha introdotto importanti novità sull’obbligo di comunicare al Registro delle imprese la PEC da parte degli amministratori di società, entro il 31 dicembre 2025. Cosa prevede la nuova norma e i soggetti obbligati l’obbligo di comunicare al registro delle imprese il proprio domicilio digitale, già riferito alle imprese costituite in forma societaria e poi esteso alle imprese individuali, riguarda anche coloro che al 31 Ottobre 2025, in via alternativa, rivestono la carica di: Amministratore unico o Amministratore delegato o, in mancanza di quest’ultimo, Presidente del Consiglio di Amministrazione, in Società di capitali, Società cooperative e Società consortili. il domicilio digitale degli amministratori non può coincidere con il domicilio digitale dell’impresa. Gli amministratori devono comunicare una propria PEC, diversa da quella della società; l’obbligo riguarda sia chi già ricopre tali cariche alla data del 31 ottobre 2025, sia coloro che vengono nominati o confermati dopo tale data. Sono esclusi dall’obbligo gli amministratori delle società di persone; i soggetti con cariche diverse da quelle sopra elencate (es. consiglieri, presidenti di comitati, ecc.). Sanzioni Se la PEC non viene comunicata sono previste sospensione delle pratiche o sanzioni amministrative. Nello specifico: Società di nuova costituzione:la PEC deve essere comunicata contestualmente alla domanda di iscrizione al Registro Imprese; in mancanza, l’iscrizione viene sospesa fino alla regolarizzazione. Soggetti obbligati già in carica al 31 ottobre 2025:la mancata comunicazione entro il 31 dicembre 2025 comporta la sanzione raddoppiata (da un minimo di 206 ad un massimo di 2.064 euro) e l’assegnazione d’ufficio di una PEC. Soggetti obbligati nominati o confermati dopo il 31 ottobre 2025:la PEC deve essere comunicata al momento della richiesta di iscrizione della nomina; in caso contrario, la pratica viene sospesa fino alla regolarizzazione.
Attestati di formazione sicurezza sul lavoro: il Garante li riconosce come dati personali

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali con il Provvedimento n. 571 dell’11 settembre 2025, ha stabilito che gli attestati di formazione in materia di sicurezza sul lavoro sono dati personali del lavoratore, e come tali devono essere garantiti all’interessato. “Gli attestati di formazione contengono dati personali riferibili ai lavoratori, la cui disponibilità deve essere garantita all’interessato, anche successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro”. In particolare, l’Autorità rileva che: «Gli attestati di formazione e i relativi registri contengono dati personali riferibili ai lavoratori, la cui disponibilità deve essere garantita all’interessato, anche successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro.» (Provv. n. 571/2025, Considerato n. 4) «La conservazione della documentazione formativa esclusivamente in archivio aziendale, in assenza di idonee modalità di accesso e di rilascio al lavoratore, viola i principi di correttezza e trasparenza, nonché la finalità dichiarata del trattamento.» (Provv. n. 571/2025, Considerato n. 6) “La mancata consegna degli attestati o la loro conservazione esclusiva presso l’organizzazione costituisce una violazione dei principi di trasparenza, correttezza e limitazione della finalità (art. 5, par. 1, lett. a e b, GDPR).” Alla luce del Provvedimento 571/2025, i soggetti titolari del trattamento devono: Rilasciare l’attestato in originale al lavoratore al termine del corso, con sottoscrizione per ricevuta. Conservare copia conforme nel fascicolo aziendale, specificando nell’informativa privacy la finalità e i tempi di conservazione. Garantire l’accesso successivo del lavoratore ai propri dati formativi, anche se non più in forza. Predisporre procedure di rilascio sicure, in formato cartaceo o digitale, che assicurino l’integrità del documento. Evitare il trattamento eccedente dei dati personali contenuti negli attestati, in linea con il principio di minimizzazione (art. 5, par. 1, lett. c GDPR). In caso di mancata ottemperanza, il Garante può applicare le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’art. 83 GDPR (fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo mondiale).
Dal 1° gennaio 2026 è obbligatorio il collegamento tra POS e registratori telematici.

Il 31 ottobre 2025 l’Agenzia delle Entrate ha emanato il Provvedimento n. 424470 con il quale definisce le modalità operative per il collegamento tra lo strumento hardware o software mediante il quale sono accettati i pagamenti elettronici e quello mediante il quale sono registrati e memorizzati i dati dei corrispettivi. Dal 1° gennaio 2026, gli esercenti dovranno infatti garantire che tutti gli strumenti di pagamento elettronico, inclusi i POS fisici, i software per pagamenti online e le app, siano sempre collegati agli strumenti di certificazione dei corrispettivi (registratore telematico o server RT). Il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico e i registratori telematici sarà di tipo “logico”, evitando così costi di adeguamento hardware derivanti da un collegamento fisico. Il collegamento potrà essere effettuato in pochi passaggi tramite il servizio web “Gestisci Collegamenti”, disponibile nella sezione “Corrispettivi” del portale Fatture e Corrispettivi sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il sistema mostrerà automaticamente gli strumenti di pagamento associati alla posizione del contribuente, sulla base dei dati trasmessi dagli operatori finanziari. L’accesso al servizio sarà possibile tramite SPID, CIE, CNS o credenziali rilasciate dall’Agenzia, oppure per mezzo di un delegato. Operazioni oggetto del provvedimento: per le cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante; per le prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica; per le prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito; per le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti; per le prestazioni di custodia e amministrazione di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie; per le operazioni esenti indicate ai nn. da 1) a 5) e ai nn. 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10 dello stesso dPR n. 633/72; per l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi e turismo; per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici resi a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione. Nel caso di mancato collegamento dello strumento hardware o software mediante il quale sono accettati i pagamenti elettronici verrà applicata la sanzione da euro 1.000 a euro 4.000. Inoltre, sarà disposta, la sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività nei locali ad essa destinati per un periodo da quindici giorni a due mesi e, in caso di recidiva, la sospensione da due a sei mesi. Scarica il provvedimento n. 424470 dell’Agenzia delle Entrate
Investimenti – Linea Microimprese 2025: domande online dal 5 novembre.

Si apre il bando per ottenere contributi destinati alle microimprese lombarde finalizzati a sostenere interventi di innovazione tecnologica degli impianti e delle attrezzature, anche nell’ottica di favorire la riduzione dell’impatto ambientale dei propri sistemi di produzione e la riduzione dei consumi energetici. La dotazione finanziaria ammonta a 20 milioni di euro di risorse del Programma Regionale Lombardia FESR 21-27 L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili.L’investimento minimo ammissibile è pari a euro 10.000 e il contributo massimo concedibile è pari a euro 50.000. Chi può partecipare? Microimprese che, alla data di presentazione della domanda di partecipazione, siano in possesso dei seguenti requisiti: siano microimprese come definite dall’Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014 del 17 giugno 2014 e s.m.i. siano già regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese con almeno due bilanci depositati (oppure due dichiarazioni fiscali presentate per i soggetti non tenuti al deposito del bilancio) abbiano da oltre 12 mesi una sede, legale o operativa, in cui si svolge l’attività produttiva, in Lombardia, nella quale sarà realizzato l’intervento ove applicabile, siano in regola con quanto previsto dall’art. 1 comma 101 della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e s.m.i., in merito alla stipula dei contratti assicurativi a copertura dei danni. Sono escluse le imprese che: Operano nelle sezioni ISTAT A (Agricoltura, silvicoltura e pesca, con l’eccezione delle imprese agromeccaniche iscritte all’Albo) e L (Attività finanziarie e assicurative). Sono attive nel settore della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco (codici ISTAT specifici). Rientrano nelle esclusioni di cui all’art. 1 par. 1 e 2 del Regolamento (UE) n. 2831/2023 e all’art. 7 del Reg. (UE) 1058/2021. La domanda di partecipazione, corredata dai documenti previsti dall’Avviso, può essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi e Servizi a partire dalle ore 10:30 del 5 novembre 2025 fino ad esaurimento della dotazione finanziaria. Per informazioni: Dott.ssa Stefania Giossi s.giossi@conf.bg.it
Sicurezza urbana: il Comune di Bergamo stanzia contributi per commercianti e condomìni

Il Comune di Bergamo ha pubblicato un nuovo avviso pubblico per la concessione di contributi economici a fondo perduto, finalizzati a sostenere investimenti innovativi per l’aumento della sicurezza e la prevenzione di furti, rapine e atti vandalici. Le domande possono essere presentate esclusivamente online attraverso il sito del Comune di Bergamo, nella sezione “Avvisi Pubblici”, a partire dalle ore 9 di venerdì 7 novembre e fino alle ore 12 di venerdì 21 novembre 2025, tramite SPID o CNS; il sistema rilascerà una ricevuta di avvenuta protocollazione della domanda. Non saranno accettate altre modalità di invio. Il bando, che mette a disposizione un fondo complessivo di 30.000 euro, si inserisce all’interno del più ampio quadro normativo comunale che prevede la possibilità di attribuire vantaggi economici a soggetti pubblici e privati per iniziative di interesse collettivo, capaci di migliorare la qualità della vita e la vivibilità nei quartieri cittadini. Possono partecipare ditte individuali, società commerciali e associazioni di commercianti di via o di quartiere (purché costituite entro il 31 dicembre 2024), oltre ai condomìni presenti sul territorio. Le richieste presentate da soggetti che non hanno già usufruito del medesimo contributo nel corso del 2024, avranno priorità nell’assegnazione. Solo in caso di risorse residue potranno essere accolte anche le domande di chi ha già beneficiato del contributo, seguendo l’ordine cronologico di arrivo. I contributi saranno erogati per spese legate all’acquisto e all’installazione (al netto dell’IVA) di sistemi di sicurezza: impianti di videosorveglianza, allarmi antirapina, sistemi antintrusione, casseforti, vetrine antisfondamento, porte blindate, barriere protettive, illuminazione esterna potenziata e servizi di guardiania privata. Tutti i dispositivi dovranno rispettare le normative vigenti ed essere corredati da regolare dichiarazione di conformità. Il contributo potrà andare da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 3.000 euro per attività commerciali e condomìni, e fino a 5.000 euro per le associazioni di commercianti. Ricordiamo quindi che le domande possono essere presentate esclusivamente online attraverso il sito del Comune di Bergamo, nella sezione “Avvisi Pubblici”, a partire dalle ore 9 del 7 novembre 2025 e fino alle ore 12 del 21 novembre 2025, tramite SPID o CNS; il sistema rilascerà una ricevuta di avvenuta protocollazione della domanda. Non saranno accettate altre modalità di invio. Una volta chiusa la finestra temporale per la presentazione, l’Amministrazione avvierà l’istruttoria e pubblicherà, entro il 13 dicembre 2025, la graduatoria dei soggetti ammessi al contributo. Gli interventi dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2025. Entro il 31 gennaio 2026 dovrà essere caricata sul portale tutta la documentazione giustificativa delle spese sostenute, la copia delle fatture e la documentazione del pagamento effettuato tramite strumenti tracciabili. Non saranno accettati pagamenti in contanti o assegni circolari. Dopo la verifica delle rendicontazioni, il Comune provvederà alla liquidazione del contributo entro 60 giorni. L’importo sarà soggetto a ritenuta d’acconto del 4%, se prevista dalla normativa. L’Amministrazione si riserva il diritto di effettuare controlli a campione sui progetti finanziati, per verificarne la corretta realizzazione e il rispetto delle condizioni indicate nel bando. In caso di mancato rispetto degli obblighi previsti, di dichiarazioni non veritiere o di rinuncia all’intervento, il contributo sarà revocato e le somme eventualmente già erogate dovranno essere restituite entro 30 giorni dalla notifica. Per informazioni e supporto tecnico nella compilazione della domanda, è possibile contattare il numero verde 800.29.21.10 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13) oppure aprire un ticket tramite l’assistente virtuale presente sul portale comunale. Per informazioni: Dott.ssa Stefania Giossi s.giossi@conf.bg.it
Migliorare il benessere e la produttività nelle aziende. Un ciclo di webinar gratuito.

Sono aperti a tutti i 10 incontri webinar gratuiti organizzati da Bergamo Sviluppo e il Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile della Camera di commercio sul tema “Benessere & performance: strategie e strumenti per migliorare persone e risultati”, in programma dal 16 settembre al 15 ottobre 2025. Attraverso il supporto di un team di esperti, i partecipanti potranno approfondire tematiche legate alla leadership – inclusa quella gentile – alla gestione dello stress e delle emozioni, alla comunicazione efficace e al recupero psico-fisico. L’obiettivo è acquisire strategie utili per migliorare il benessere personale, condizione fondamentale per aumentare le performance lavorative e favorire un ambiente professionale sano e produttivo. Cresce infatti la consapevolezza dell’importanza di creare ambienti di lavoro attrattivi e motivanti, centrati sulla persona e capaci di valorizzarne il potenziale. Gli incontri, della durata di due ore, si terranno in streaming su Zoom. Informazioni e iscrizioni su: Bergamo Sviluppo
Vorresti lavorare nella ristorazione? Scopri il nuovo corso gratuito.

Se sogni di lavorare nel mondo della ristorazione e del turismo e vuoi acquisire competenze pratiche e spendibili da subito, abbiamo una grande opportunità per te! Grazie al Patto per le Competenze e l’Occupazione nel Turismo, il Centro per l’Impiego ha aperto le iscrizione al corso completamente gratuito: “Effettuare la predisposizione di menù di ristorante – Seconda edizione” prevede 40 ore di formazione in aula con tirocinio finale. Il corso si svolgerà dal 3 al 7 novembre 2025 presso la sede CESCOT CONFESERCENTI in via Ravizza 7 a Bergamo. Il corso è rivolto a: persone disoccupate lavoratori e lavoratrici a rischio povertà persone occupate e sospese in CIGS con età compresa tra i 18 e 64 anni residenti o domiciliati in Regione Lombardia, con particolare attenzione alle donne e ai giovani NEET Cosa imparerai? Come creare menù efficaci, creativi e coerenti con le esigenze del mercato Arte e tecniche della caffetteria e della pasticceria Come presentare e comunicare le proposte in modo professionale e tecniche di mise en place Partecipa lunedì 22 settembre 2025 dalle 10 alle 12, presso la sede Cescot Confesercenti alla presentazione della seconda edizione del corso di formazione. Per informazioni e iscrizioni: cescot@conf.bg.it o tel. 035 4207359
Pubblici esercizi: attivo un protocollo d’intesa per la sicurezza.

Si allarga anche ai pubblici esercizi, oltre che alle discoteche, il protocollo d’intesa diffuso dalla Prefettura di Bergamo che individua azioni e provvedimenti per garantire la sicurezza, prevenire situazioni di pericolo e assicurare un divertimento sano e sicuro nelle discoteche e nei locali pubblici del territorio. Un “patto” di responsabilità che i gestori possono stringere con le forze dell’ordine per incentivare un maggiore rispetto delle norme a tutela della sicurezza e della tranquillità di tutti. L’adesione al protocollo, che ha una durata di tre anni e si rinnova automaticamente alla scadenza fatte salve nuove norme o disposizioni favorisce una attenta valutazione prima di un eventuale provvedimento di chiusura in caso di di problemi. Inoltre, la partecipazione prevede “meccanismi premiali” a favore degli esercenti virtuosi. Una collaborazione positiva tra associazioni di categoria, operatori, cittadini e forze dell’ordine, che favorisce l’attuazione e il rispetto delle delle buone pratiche per un divertimento sano e sicuro. Le principali indicazioni per i gestori Rafforzare la collaborazione con le Forze di Polizia segnalando tempestivamente al Numero Unico di Emergenza 112 le situazioni di illegalità o di pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico. Individuare un referente per la sicurezza che sia interfacci con le forze dell’ordine e che deve essere segnalate tempestivamente alle Forze di Polizia territorialmente competenti. Prestare attenzione a chi accede al locale e durante la sua permanenza. Evitare lo stazionamento di avventori nei pressi dei locali nel rispetto della quiete pubblica. Affidare i controlli finalizzati al rispetto della regolamentazione sia all’ingresso dei locali che al loro interno esclusivamente al personale autorizzato e formato ai sensi del D.M. 6 ottobre 2009. Installare sistemi di videosorveglianza e garantire una adeguata illuminazione anche nelle aree adiacenti ai locali. Affiggere all’interno del locale un “codice di condotta”. Osservare le vigenti disposizioni i legge sulla somministrazioni di bevande alcoliche ai minori. Promuovere campagne di sensibilizzazione per l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto e la pratica di mettere alla guida di un veicolo chi nella serata non ha bevuto alcolici L’adesione al protocollo e la sua attuazione da parte dei gestori degli esercizi pubblici sono valutate dal Questore, ai sensi dell’art. 21-bis del Decreto-legge n.l 13/2018 convertito con la legge 1° dicembre 2018, n. 132. Consulta il protocollo per approfondire le indicazioni che gestori, operatori e organizzazioni si impegnano a rispettare con l’adesione al Protocollo.
Aumentano i controlli INPS e INL: lotta all’evasione e ispezioni nei luoghi di lavoro

Controlli INPS: più ispettori e lotta all’evasione contributiva Nel 2025, l’INPS intensificherà i controlli sulla vigilanza “classica” – cioè i controlli sul campo – per contrastare l’evasione contributiva, come indicato nel nuovo documento di programmazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Obiettivi principali dei controlliLa vigilanza punterà a scoprire comportamenti scorretti che danneggiano i lavoratori e il sistema previdenziale. Tra le priorità: Subappalti a cascata e esternalizzazioni che spesso danneggiano i lavoratori dal punto di vista retributivo e previdenziale. Finte aziende, comprese alcune cooperative, che sfruttano i lavoratori e violano i contratti collettivi. Contratti di distacco e di rete usati in modo improprio per evitare il pagamento dei contributi. Settori sotto osservazioneI controlli riguarderanno molti ambiti, tra cui: Agricoltura Edilizia Manifattura Logistica Editori e giornalismo Pubblica amministrazione Servizi alle imprese Associazioni sportive dilettantistiche Lavoro domestico Grandi aziende Delivery e lavoro tramite piattaforme digitali Tipologie di irregolarità sotto controlloGli ispettori cercheranno di individuare: Lavoro nero e irregolare, con stipendi dichiarati inferiori a quelli reali. Finti rimborsi spese o trasferte usati per evitare il versamento dei contributi. Mancato versamento del TFR al Fondo di Tesoreria, soprattutto da parte di aziende con indicatori di rischio. INL 2025: controlli più mirati per tutelare i lavoratori Nel 2025, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) punta a una vigilanza più completa e strategica per tutelare i diritti dei lavoratori. Il nuovo piano prevede controlli su due fronti: amministrativo (contratti, orari, retribuzioni) e tecnico (sicurezza sul lavoro). Vigilanza amministrativa Si continuerà a dare priorità alle segnalazioni dei lavoratori, cercando di risolvere i problemi con la conciliazione monocratica. I controlli “a iniziativa” (cioè decisi direttamente dagli ispettori) saranno rivolti nei confronti di aziende aventi diversa consistenza numerica di personale dipendente, operanti nei diversi settori economici: almeno il 50% riguarderà settori considerati più a rischio come agricoltura, edilizia, logistica, ristorazione, intrattenimento, commercio e servizi alle imprese. Si intensificheranno le ispezioni contro il lavoro nero, anche in orari serali, notturni e nelle giornate prefestive e festive. Si combatterà anche il lavoro grigio, cioè quelle situazioni in cui le regole vengono aggirate verificando la corretta applicazione dei contratti nazionali e la lotta al caporalato, con un approccio coordinato tra più enti. Vigilanza tecnica Con l’aumento degli ispettori e una gestione regionale, si intensificheranno i controlli nei settori più pericolosi, come edilizia e agricoltura. In questi ambiti, opereranno squadre miste di ispettori amministrativi e tecnici per effettuare controlli più completi. La vigilanza utilizzerà anche i dati INAIL (flussi informativi, registro delle esposizioni e cruscotto infortuni) per individuare le aziende dove il rischio di infortuni è più alto. Particolare attenzione sarà data alla verifica della formazione dei lavoratori al fine di segnalare irregolarità che potranno anche essere segnalate alla Procura competente.