A Milano nasce la Bottega del credito

È stata inaugurata il 15 luglio a Milano, presso la sede di Confesercenti Lombardia, la prima “Bottega del Credito”, uno sportello dedicato all’accesso al credito per le micro e piccole imprese. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Cassa del Microcredito e Italia Comfidi, è stata presentata nel corso dell’evento “Lombardia che cresce – Politiche e strumenti per le micro, piccole e medie imprese”, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema creditizio e del mondo associativo per fare il punto sulle esigenze delle PMI del territorio. Si tratta della prima uscita pubblica del nuovo Presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi, a pochi giorni dalla sua elezione. Un debutto che sottolinea la centralità del tema credito per l’associazione, e la volontà di partire proprio dalla Lombardia – cuore economico del Paese – per avviare un progetto che ambisce a diventare modello nazionale. Lo sportello offrirà consulenza specializzata e faciliterà l’accesso a microfinanziamenti fino a 75.000 euro, con l’obiettivo di fornire risposte concrete ai bisogni finanziari delle imprese più piccole, quelle con meno di cinque dipendenti, oggi tra le più penalizzate. Secondo le ultime rilevazioni, negli ultimi dieci anni il credito alle micro e piccole imprese (meno di 20 addetti) si è ridotto del 40%, passando da 180 a 109 miliardi di euro. Di questa contrazione, 30 miliardi sono riferibili alle sole microimprese. Nonostante la tenuta del tessuto imprenditoriale lombardo – che nel primo trimestre 2025 ha ricevuto oltre 2 miliardi di euro in finanziamenti – l’accesso al credito resta un ostacolo: le imprese più piccole pagano tassi più elevati (5,5% contro una media UE del 4,8%) e si scontrano con tempi lunghi e requisiti spesso troppo stringenti. “Sosteniamo strumenti che semplificano e velocizzano l’accesso al credito” ha dichiarato Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia. ”La Bottega del Credito si inserisce in una strategia più ampia di supporto alle imprese lombarde per renderle più competitive e per accompagnarle nei percorsi di crescita e innovazione” ”Serve un ecosistema che aiuti le PMI a crescere senza ostacoli finanziari”, ha sottolineato Nico Gronchi, Presidente nazionale di Confesercenti. ”La Lombardia è un laboratorio ideale per progetti come questo, che rappresentano una risposta concreta alle esigenze delle piccole imprese, in particolare nei settori più colpiti dalla crisi degli ultimi anni” ”Vogliamo dare alle microimprese risposte rapide e strumenti su misura”, ha aggiunto Emilio Quattrocchi, Amministratore Delegato di Cassa del Microcredito. ”L’obiettivo è ridurre la distanza tra il bisogno delle imprese e le soluzioni disponibili” “Le difficoltà di accesso al credito sono particolarmente sentite nel commercio”, ha concluso Gianni Rebecchi, Presidente di Confesercenti Lombardia. ”Con la Bottega del Credito vogliamo offrire uno strumento pratico e vicino alle esigenze quotidiane delle imprese, per accompagnarle verso una crescita sostenibile”. Antonio Terzi Presidente di Confesercenti Bergamo commenta: “Questa giornata conferma quanto sia fondamentale unire le forze tra istituzioni e rappresentanze per dare alle nostre imprese risposte efficaci e rapide, in particolare sui temi dell’accesso al credito e dell’innovazione.”

Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI

È stato pubblicato il decreto attuativo per  il sostegno all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle Pmi.  Fino al 30 settembre 2025 le imprese potranno presentare domanda di accesso alle agevolazioni per il sostegno ai programmi di investimento finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari fotovoltaici o minieolici, per l’autoconsumo immediato e per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia dietro il contatore per autoconsumo differito. Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto impianti e riguardano l’investimento per l’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari fotovoltaici o mini eolici, sia per l’autoconsumo immediato, che per l’autoconsumo differito attraverso sistemi di accumulo e stoccaggio. Potranno accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura, le industrie ad alta intensità energetica ed alta emissione di CO2. Non sono in ogni caso ammissibili alle agevolazioni le imprese la cui attività non garantisce il rispetto del principio DNSH (non arrecare nessun danno significativo all’ambiente). Le imprese operanti nel settore della produzione, del noleggio e della vendita di veicoli potranno accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto dell’intervento derivino in misura pari ad almeno il 50% dalla produzione, dal noleggio o dalla vendita di veicoli a zero emissioni. Le risorse complessivamente messe a disposizione per la misura sono pari a 320 milioni di euro, di cui il 40% riservato alle sole regioni del Mezzogiorno. L’importo del contributo in conto impianti varia in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia di investimento, di seguito: 30% per le medie imprese; 40% per le micro e piccole imprese; 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento; 50% per la diagnosi energetica ex-ante necessaria alla pianificazione degli interventi previsti dal decreto. Ai fini dell’agevolazione saranno ammesse spese non inferiori a 30.000 euro e non superiori a 1 milione di euro, destinate ad una sola unità produttiva del soggetto proponente ed ai seguenti investimenti: l’acquisto, l’installazione e la messa in esercizio di beni materiali nuovi strumentali, in particolare impianti solari fotovoltaici o mini-eolici, sostenuti a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione; apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti; sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta; diagnosi energetica necessaria alla pianificazione degli interventi. Gli investimenti non possono prevedere contestualmente l’installazione di impianti fotovoltaici e mini-eolici ma devono riguardare solo una delle due tecnologie indicate e dovranno necessariamente prevedere la realizzazione di una diagnosi energetica. I programmi di investimento dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda ed essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni. Sono ammissibili anche investimenti realizzati tramite leasing finanziario, per cui andranno considerate, ai fini della determinazione dell’investimento ammissibile, le spese sostenute dalla società di leasing per l’acquisizione dei beni oggetto del contratto, ed agevolabili le sole spese relative all’importo dei canoni effettivamente pagati, e quietanzati entro il termine massimo di 20 mesi decorrenti dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni (al netto degli interessi e delle altre spese connesse al contratto). ______________________ Per informazioni: Dott.ssa Stefania Giossi E-mail: s.giossi@conf.bg.it Tel. 035 42072254

Approvato il bilancio consuntivo 2024

Il Consiglio di Presidenza di Confesercenti Bergamo riunitosi il 17 giugno, ha approvato il bilancio consuntivo dell’associazione al 31 dicembre 2024, confermando una situazione di solidità complessiva sia sotto il profilo economico che patrimoniale. Il numero dei soci paganti il tesseramento registra un lieve calo rispetto all’anno precedente, un fenomeno che continua a riflettere le difficoltà dei piccoli imprenditori nell’affrontare il ricambio generazionale e i profondi cambiamenti nelle abitudini di consumo, con una crescente preferenza per gli acquisti online che accelera la scomparsa dei negozi di vicinato, pilastro delle comunità locali. Il Presidente Antonio Terzi, nel corso della riunione, ha espresso gratitudine agli organismi dirigenti e alla struttura per l’impegno dimostrato durante l’anno, che ha consentito non solo all’associazione, ma anche alle società di sistema, di chiudere i bilanci 2024 con un risultato positivo. Terzi ha inoltre ribadito l’importanza del versamento regolare delle quote associative:«Grazie al contributo annuale degli imprenditori, Confesercenti può operare con continuità e sostenere iniziative a tutela delle piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Solo così possiamo affrontare sfide complesse come quelle poste dal commercio elettronico e dalla diffusione dei grandi poli commerciali, che rischiano di svuotare i centri urbani. In questa direzione si inserisce anche il nostro lavoro in relazione con le altre realtà associative bergamasche della piccola e media impresa che trova in Imprese e Territorio un contenitore fecondo di progettualità comune a beneficio del tessuto economico di Bergamo».

Leda Canfarelli, vice presidente Confesercenti Bergamo, eletta nella Giunta della Camera di Commercio

Leda Canfarelli, vice presidente Confesercenti Bergamo, è stata eletta nella Giunta della Camera di Commercio di Bergamo.  La Giunta, organo esecutivo dell’ente, ha il compito di deliberare su tutte le materie non riservate al Consiglio e contribuirà attivamente alla definizione e realizzazione delle politiche volte alla crescita e allo sviluppo economico del territorio bergamasco. La nuova Giunta della Camera di commercio di Bergamo affiancherà il presidente Giovanni Zambonelli nell’attuazione delle linee strategiche dell’ente.La Giunta è composta da rappresentanti dei diversi settori economici del territorio, in un equilibrio che riflette la pluralità e la ricchezza del tessuto imprenditoriale bergamasco. Di seguito la composizione: Presidente: Giovanni Zambonelli Settore Agricoltura: Gabriele Borella Settore Commercio: Leonarda Canfarelli Settore Artigianato: Lorenzo Pinetti Settore Artigianato: Patrizio Ricci Settore Industria: Marco Bolis Settore Industria: Maria Dionisia Gualini Settore Industria: Irene Paccani

Nico Gronchi è il nuovo presidente nazionale di Confesercenti

Passaggio di consegne al vertice di Confesercenti. Dopo otto anni alla guida dell’associazione, Patrizia De Luise lascia la presidenza. Le subentra Nico Gronchi, attuale vicepresidente vicario e presidente di Confesercenti Toscana. Nico Gronchi, imprenditore toscano di 52 anni, è attivo nella distribuzione commerciale di moda e calzature con l’azienda di famiglia ‘Luisa Di Mauro’, fondata nel 1976. Parallelamente all’attività d’impresa, Gronchi ha portato avanti un ruolo attivo nel mondo associativo. Nel 1998, a 25 anni, è presidente della Confesercenti di Certaldo. Successivamente guida l’area Empolese Valdelsa e, nel 2007, Confesercenti Firenze. Nel corso degli anni seguenti ha ricoperto numerosi incarichi in rappresentanza dell’associazione, tra cui quelli nel Consiglio della Camera di Commercio e in Firenze Fiera Spa. Crea a Firenze la Fondazione Sviluppo Urbano, di cui è presidente dal 2015 al 2017. Sempre nel 2015 diventa presidente di Confesercenti Toscana e dal 2017 di Italia Comfidi, la società consortile per il credito alle PMI promossa da Confesercenti. In qualità di vicepresidente vicario, incarico assunto nel 2021, Gronchi subentra come presidente nazionale di Confesercenti fino all’assemblea elettiva che si terrà nel 2026. Patrizia De Luise ha condotto la confederazione di imprese, che associa circa 300mila PMI nel commercio, nel turismo e nei servizi, attraverso alcune delle fasi più complesse della sua storia recente, dall’emergenza pandemica alla ripartenza post-lockdown, fino allo scenario attuale, segnato da inflazione e tensioni internazionali, contribuendo a rafforzarne il ruolo e il radicamento nei territori. Si dimette dall’incarico in considerazione dell’impegno appena assunto alla Fondazione Enasarco.

Lavoro all’aperto nelle ore più calde – l’ordinanza di Regione Lombardia

In considerazione delle prolungate ondate di calore che interessano la Lombardia nel 2025, previste anche per i prossimi giorni, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato un’ordinanza urgente finalizzata a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature. Tale disposizione riguarda in particolare: attività edili, cantieristiche in esterni e cave, lavori agricoli e florovivaisti, L’ordinanza, in vigore dalle 00.01 di mercoledì, 2 luglio, e fino al 15 settembre 2025, disciplina il divieto di attività lavorativa all’aperto tra le 12.30 e le 16 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ – riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO” – e, più specificatamente,  sul sito https://app.worklimate.it/ordinanza-caldolavoro   IL TESTO DELL’ORDINANZA

Obbligo polizze catastrofali – le scadenze di legge

Il decreto, diventato legge, ha chiarito alcune questioni rimaste in sospeso rispetto all‘obbligo di sottoscrivere polizze assicurative contro il rischio catastrofale.  Innanzitutto sono state definite le soglie di micro, piccole e medie imprese e i relativi obblighi.  Nella categoria delle PMI si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro. Nella categoria delle PMI si definisce microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. L’obbligo di polizza viene così suddiviso: per le imprese di medie dimensioni al 1° ottobre 2025; per le piccole e microimprese al 31 dicembre 2025; Se non si procede, per tutte il rischio è di perdere il diritto all’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quanto previsto in occasione di eventi calamitosi e catastrofali) scattano con decorrenza dai nuovi termini fissati dal decreto legge. La nuova legge prevede che la copertura assicurativa sia riferita ai beni a qualsiasi titolo impiegati per l’esercizio dell’attività di impresa, con esclusione di quelli già assistiti da analoga copertura assicurativa, anche se stipulata da soggetti diversi dall’imprenditore che impiega i beni. Qualora l’imprenditore, al fine di  adempiere all’obbligo di stipulare una polizza contro gli eventi catastrofali, assicuri beni di proprietà di terzi impiegati nella propria attività di impresa e non già assistiti da analoga copertura assicurativa, provvedendo a comunicare al proprietario dei beni l’avvenuta  stipulazione della polizza, l’indennizzo spettante è corrisposto al proprietario del bene. Il proprietario è tenuto a utilizzare le somme per il ripristino dei beni danneggiati o periti o della loro funzionalità. In caso di inadempimento da parte del proprietario indennizzato dell’obbligo di utilizzo delle somme per il ripristino dei beni danneggiati, l’imprenditore ha comunque diritto a una somma corrispondente al lucro cessante per il periodo di interruzione dell’attività di impresa a causa dell’evento catastrofale, nel limite del 40% dell’indennizzo percepito dal proprietario. Per il rimborso dei premi pagati all’assicuratore e delle spese del contratto nonché per le somme pagate dall’assicurazione al proprietario per il ripristino dei beni danneggiati l’imprenditore che ha stipulato il contratto di assicurazione ha privilegio, ai sensi dell’articolo 1891, quarto comma, del codice civile. N.B Su quest’ultima previsione l’interpretazione è complessa e si attendono i necessari chiarimenti: non è infatti specificato in nessuna parte del testo da dove nasca l’obbligo di rimborso  dei premi pagati all’assicuratore e in che termini operi. 

Formazione e sicurezza: nuovo Accordo Stato Regioni

In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il nuovo Accordo Stato Regioni finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza. Tale Accordo unifica e riorganizza l’intera disciplina della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro sostituendo gli Accordi previgenti e, fatta salva la disciplina transitoria, è in vigore dalla data di pubblicazione del 24 maggio 2025. Per quanto riguarda le novità significative rispetto alla precedente regolamentazione segnaliamo che:  È ammesso un numero massimo di 30 partecipanti ad ogni corso. È stato introdotto un nuovo corso di formazione per Datori di Lavoro di 16 ore minime, con un modulo aggiuntivo 6 ore specifico se si opera in cantieri, da erogare entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del nuovo Accordo. L’aggiornamento è di 6 ore ogni 5 anni. Il corso per Datori di Lavoro è propedeutico alla formazione che gli stessi Datori di Lavoro dovranno svolgere qualora intendano assumere direttamente il ruolo di RSPP all’interno della propria azienda (16 ore corso Datore di lavoro + 8 ore corso base + moduli integrativi spec. da 12 a 16h cadauno). L’aggiornamento è 8 ore ogni 5 anni Il corso per preposti (ormai figura praticamente obbligatoria in quasi ogni azienda) passa dalla durata di 8 ore a 12 ore minime. L’aggiornamento della formazione dei Preposti è biennale Il datore di lavoro, oltre ad assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici, deve anche verificarne l’efficacia durante lo svolgimento della prestazione di lavoro. Di seguito si riporta uno schema sinottico

Obbligo di pubblicazione di aiuti e contributi pubblici ricevuti nel 2024

La legge n.124 del 4 Agosto 2017 (Legge Annuale per il mercato e la concorrenza), all’art.1 comma 125 configura una serie di obblighi di pubblicità a carico di soggetti (tra cui anche le Fondazioni) che intrattengono rapporti economici con le Pubbliche Amministrazioni o con altri soggetti pubblici. La disposizione prevede che tali soggetti pubblichino, nei propri siti internet o portali digitali dell’associazione di categoria di appartenenza le informazioni relative a «sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere», superiori a 10.000 euro. A partire dal 1° gennaio 2023 la norma prevede sanzioni a carico di coloro che violano l’obbligo di pubblicazione. La sanzione amministrativa pecuniaria è pari all’1% degli importi ricevuti, con un importo minimo di 2.000 euro; oltre alla sanzione accessoria di adempiere all’obbligo di pubblicazione. Qualora il trasgressore non proceda alla pubblicazione ed al pagamento della sanzione pecuniaria entro novanta giorni dalla contestazione, scatterà la sanzione aggiuntiva che consiste nella restituzione integrale dei contributi e degli aiuti ricevuti. Per effetto di una specifica semplificazione, se i contributi sono già contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA), non vi è più l’obbligo di dichiarare che tali contributi sono presenti sul Registro. In ottemperanza a quanto previsto dall’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge n. 124 del 4 agosto 2017 e successive modifiche e integrazioni, pubblichiamo di seguito l’elenco delle sovvenzioni pubbliche ricevute dai nostri associati che ne hanno fatta richiesta nel corso del 2024: CMB Carburanti Impresa Milesi Promozioni Confesercenti

Check in de visu non più obbligatorio

Il TAR del Lazio, con la sentenza n. 10210, depositata martedì 27 maggio 2025, ha accolto il ricorso per l’annullamento della circolare del Ministero dell’interno che, lo scorso novembre, aveva introdotto a carico dei gestori di strutture ricettive di ogni genere o tipologia l’obbligo di verificare l’identità degli ospiti mediante verifica de visu della corrispondenza tra persone alloggiate e documenti forniti. Tale Circolare, dichiarando non ammissibili le procedure di check-in da remoto, aveva creato molti problemi agli operatori del settore degli affitti brevi, che avevano dovuto prendere provvedimenti urgenti per conformarsi alle indicazioni del Ministero dell’Interno, limitando di fatto lo svolgimento della loro attività. Data la delicatezza della questione, era stato aperto un tavolo di confronto tra le associazioni di categoria e il Ministero dell’Interno, nell’ambito del quale il Ministero stesso aveva manifestato l’intenzione di trovare soluzioni che potessero conciliare la tutela degli interessi della categoria e quelli della sicurezza pubblica, al fine di evitare la destabilizzazione del comparto. La sentenza in oggetto pone fine al dibattito, dichiarando che la Circolare 38138 è illegittima e pertanto deve essere annullata. Nel merito, il TAR ha ritenuto che l’obbligo dell’identificazione de visu degli ospiti si pone in contrasto con la riduzione degli adempimenti amministrativi disposta dall’art. 40 del D.L. n. 201/2011, che ha modificato il comma 3 dell’art. 109 TULPS, con la finalità di ridurre gli adempimenti amministrativi per le imprese non indispensabili ai fini del rispetto della normativa dettata dal TULPS. Inoltre, l’identificazione de visu degli ospiti non è stata ritenuta in grado di garantire le finalità di ordine e sicurezza pubblica perseguite dalla Circolare stessa, poiché non esclude il rischio che, dopo il primo contatto con il gestore, l’immobile sia utilizzato da soggetti terzi non identificati. In altre parole, il Giudice amministrativo ha ritenuto che l’identificazione de visu non è idonea a ottenere il risultato perseguito dal provvedimento impugnato.