Premio per la fedeltà al lavoro e al progresso economico

C’è tempo fino alle ore 15.00 del 30 aprile per presentare la candidatura alla 61° edizione della Premiazione del lavoro e del progresso economico. La Camera di commercio conferma in questa edizione del bando le due nuove categorie di destinatari introdotte nella scorsa edizione: si tratta delle donne imprenditrici con oltre 30 anni d’età e dei giovani imprenditori fino a 30 anni. Oltre a questi destinatari, il bando è rivolto – come da tradizione – ai dipendenti lavoratori e dirigenti che abbiano prestato ininterrottamente la propria attività per non meno di 30 anni, o 25 se donna, alle dipendenze della stessa impresa o fino a tre imprese nel caso di dirigenti; a costoro sono riservati 40 premi. Inoltre andranno assegnati 35 premi, di cui 5 riservati ai coltivatori diretti, alle imprese di tutti i settori con più di 30 anni di ininterrotta attività. L’imprenditoria femminile rappresenta un fenomeno in crescita in bergamasca con una variazione del +1,6% dal 2018 al 2022, mentre a livello nazionale la situazione è rimasta stazionaria. Tuttavia, c’è ancora strada da percorrere per valorizzare il genere femminile a livello di impresa, basti pensare che solo un terzo delle cariche rappresentative o gestionali è ricoperto da donne. Per quanto riguarda le imprese giovanili, l’attenzione dell’ente camerale è dovuta al fatto che i fattori demografici non hanno favorito il ricambio delle imprese giovanili che per invecchiamento dei loro componenti, hanno perso la qualifica. Alle imprenditrici femminili oltre 30 anni e ai giovani imprenditori sotto i 30 anni sono riservati 6 premi in totale, tre per ciascuna categoria. Infine, saranno conferiti tre riconoscimenti a personalità benemerite che si sono distinte nel corso della loro attività, apportando prestigio al territorio bergamasco negli ambiti economico, sociale e culturale. La cerimonia ufficiale di premiazione si svolgerà il 22 ottobre presso lo Spazio Eventi Daste e Spalenga. Copia del bando di concorso e dei modelli di domanda possono essere scaricati dal sito web www.bg.camcom.it Informazioni al 035.4225.205-261, segreteria@bg.camcom.it Richiesta di contatto
9^ edizione della Festa del Cioccolato di Lecco

Dal 17 al 19 marzo in Piazza Cermenati torna la festa del cioccolato che celebra i maestri cioccolatieri d’Italia La Festa del cioccolato di Lecco, tradizione fra le più golose per ogni età, torna in Piazza Cermenati a Lecco da venerdì 17 a domenica 19 marzo (apertura: 9-19, sabato fino alle 23. Inaugurazione venerdì ore 16).L’appuntamento organizzato da Promozioni Confesercenti ospita quest’anno i migliori maestri cioccolatieri italiani. La manifestazione, giunta alla nona edizione, si è conquistata un posto di rilievo nel panorama delle rassegne annuali di Lecco e anche quest’anno sono attesi in Piazza tantissimi appassionati, curiosi e golosi, richiamati dalla qualità dell’evento, dalla professionalità dei pasticceri e dalla possibilità di scoprire ricette e combinazioni sempre nuove e originali. Dieci i pasticceri da tutta Italia presenti in Piazza, la manifestazione ospiterà operatori da Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Calabria. Gli stand della Festa proporranno un vastissimo assortimento di prodotti freschi e artigianali, dalle tradizionali “stecche” alla cioccolata calda, senza dimenticare creme e dolci al cacao. Il programma della Festa Si inizia Venerdì 17 marzo alle ore 15.00 con una degustazione di cioccolata calda gratuita regalata ai primi 300 ospiti della manifestazione. Alle 16.00 ci sarà l’inaugurazione con il taglio del nastro, alla presenza delle autorità. Sabato 18 marzo è in programma la “Notte Nera”, una serata speciale durante la quale gli stand resteranno aperti fino alle 23.00 per proporre degustazioni di cioccolata calda e tutta la magia delle loro creazioni. Domenica 19 marzo sarà protagonista lo scultore Bruno Manenti che realizzerà, partendo da un cubo di cioccolato di 20 kg, un’opera ispirata alla città. La scultura sarà poi donata all’amministrazione comunale. Richiesta di contatto
Il 20 marzo il convegno: “La ricettività nel trevigliese: da criticità a opportunità”

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO PER CONOSCERE NUMERI, REGOLE E SCENARI DELLE FORMULE ALTERNATIVE AL PERNOTTAMENTO IN HOTEL. Quello dell’ospitalità extra-alberghiera è un fenomeno in crescita, ma che potrebbe decollare se si conoscessero meglio le normative e le opportunità, se si chiarissero gli obblighi amministrativi e burocratici e se si riuscisse a far comprendere e stimolare anche il valore urbanistico che potrebbe avere il recupero o la conservazione di immobili destinati a queste funzioni.Per provare a fare chiarezza e fornire spunti di riflessione e investimento, l’Amministrazione Comunale di Treviglio in collaborazione con il Distretto del Commercio ha organizzato per lunedì 20 marzo p.v. alle ore 18 all’auditorium di TreviglioFIERA un convegno dal titolo molto chiaro: “La ricettività nel trevigliese. Da criticità a opportunità. Alla scoperta di B&B, affittacamere, casa vacanze e altre formule“. Assieme al sindaco e assessore al Commercio Juri Imeri e ai funzionari dell’Ufficio Suap del Comune di Treviglio, saranno protagoniste Confesercenti Bergamo, Abf, l’Istituto tecnico nel turismo Zenale e Butinone e due privati che porteranno la loro esperienza diretta: Titina Griffini di SoEasyAgency (che gestisce una trentina di immobili destinati alla ricettività extra alberghiera) e l’architetto Marco Maridati che illustrerà un intervento di riqualificazione che si realizzerà nei prossimi mesi a Treviglio con la creazione di ambienti destinatiall’ospitalità.«Sono sempre più crescenti le richieste di camere e posti letto in città, legate prevalentemente al mondo del lavoro: la presenza di molti servizi sanitari, scuole, cantieri e imprese agevola scambi e trasferimenti anche di breve durata – sottolinea il sindaco Juri Imeri – Negli ultimi mesi la richiesta è cresciuta notevolmente anche per eventi o tappe brevi di soggiorno turistico, anche grazie alla presenza della fiera e della stazione. Spesso però le risposte che la città e il territorio riescono a dare non sono adeguate, perché le camere sono tutte occupate e bisogna spostarsi in altre zone della provincia o nel milanese. Con disagi evidenti. Abbiamo registrato alcune manifestazioni d’interesse informali per la realizzazione di nuove strutture alberghiere, ma poi – anche a causa del Covid – nessuno ha concretizzato il progetto. Non possiamo però rassegnarci o stare fermi, e da qui è nata l’idea del convegno, che coinvolge tanti attori istituzionali e privati e diventa anche una occasione di riflessione per tutto il territorio: vogliamo far conoscere le possibili alternative che offre la ricettività extra-alberghiera affinché possano aumentare i servizi che la città offre ediventare anche opportunità di lavoro e/o di valorizzazione degli immobili». Tra i promotori del convegno anche Confesercenti Bergamo che, attraverso le parole di Cesare Rossi, responsabile del settore turismo, spiega: «La Città di Treviglio ha sicuramente potenzialità e numeri per sviluppare l’offerta della ricettività alberghiera ed extra alberghiera. Treviglio è la capitale della Pianura ed è la città più vicina a Milano. Ha una collocazione geografica baricentrica per la Lombardia con collegamenti viabilistici e strutturali molto interessanti. Treviglio ha siti culturali, siti produttivi e siti naturali che meritano un’attenzione nuova. Come Confesercenti crediamo che un ragionamento e un approfondimento su come agganciarsi al traino positivo del turismo sia necessario quanto profittevole per tutti e la nostra Associazione ha l’ambizione di creare e formare imprenditori nuovi che lavorino “sul e per” il territorio della Pianura. Questo convegno nasce dalla voglia di generare curiosità e provare a dare alcune risposte alle domande dei cittadini/imprenditori». Il convegno è ad accesso libero (prenotazione consigliata tramite apposito link o inviando una mail a segreteria.sindaco@comune.treviglio.bg.it) fino a esaurimento posti: le registrazioni si apriranno dalle 17.30, mentre l’inizio è previsto alle ore 18. Al termine seguirà breve rinfresco. Maggiori informazioni su: www.comune.treviglio.bg.it Richiesta di contatto
9° Festa del Cioccolato di Lecco
Dal 17 al 19 marzo in Piazza Cermenati torna la festa del cioccolato che celebra i maestri cioccolatieri d’Italia. La Festa del cioccolato di Lecco, tradizione fra le più golose per ogni età, torna in Piazza Cermenati a Lecco da venerdì 17 a domenica 19 marzo (apertura: 9-19, sabato fino alle 23. Inaugurazione venerdì ore 16). L’appuntamento organizzato da Promozioni Confesercenti ospita quest’anno i migliori maestri cioccolatieri italiani. Festa del Cioccolato, nona edizione La manifestazione, giunta alla nona edizione, si è conquistata un posto di rilievo nel panorama delle rassegne annuali di Lecco e anche quest’anno sono attesi in Piazza tantissimi appassionati, curiosi e golosi, richiamati dalla qualità dell’evento, dalla professionalità dei pasticceri e dalla possibilità di scoprire ricette e combinazioni sempre nuove e originali. Dieci i pasticceri da tutta Italia presenti in Piazza, la manifestazione ospiterà operatori da Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Calabria. Gli stand della Festa proporranno un vastissimo assortimento di prodotti freschi e artigianali, dalle tradizionali “stecche” alla cioccolata calda, senza dimenticare creme e dolci al cacao. Il programma della Festa Si inizia Venerdì 17 marzo alle ore 15.00 con una degustazione di cioccolata calda gratuita regalata ai primi 300 ospiti della manifestazione. Alle 16.00 ci sarà l’inaugurazione con il taglio del nastro, alla presenza delle autorità. Sabato 18 marzo è in programma la “Notte Nera”, una serata speciale durante la quale gli stand resteranno aperti fino alle 23.00 per proporre degustazioni di cioccolata calda e tutta la magia delle loro creazioni. Domenica 19 marzo sarà protagonista lo scultore Bruno Manenti che realizzerà, partendo da un cubo di cioccolato di 20 kg, un’opera ispirata alla città. La scultura sarà poi donata all’amministrazione comunale. Cesare Rossi, direttore di Promozioni Confesercenti Bergamo: «La festa del cioccolato finalmente torna a Lecco, città da sempre amante del cibo degli dei, nella splendida piazza Cermenati. Dopo qualche anno di stop forzato – l’ultima edizione fu nel 2019 – i maestri pasticceri di tutta Italia sono pronti a prendere per la gola i lecchesi e tutti i turisti che arriveranno nel fine settimana per tre giorni di festa con molti eventi collaterali. Confesercenti è orgogliosa di riportare questo evento di successo e di qualità a Lecco e, per questo ringraziamo l’amministrazione per la fattiva collaborazione.» Giovanni Cattaneo, assessore alle Attrattività del Comune di Lecco: «Ritorna in città una tre giorni che ha rappresentato un appuntamento fisso dal 2013 al 2019, evento apprezzato da cittadini e turisti. Il fine settimana sarà infatti scandito da una serie di momenti dedicati ai visitatori, con degustazioni gratuite al venerdì, la notte nera del cacao sabato sera e infine la realizzazione della scultura di cioccolato domenica pomeriggio, che concluderà un weekend animato da professionisti del settore provenienti da tutta Italia». Paola Colombelli Ufficio Stampa Confesercenti Bergamo Mobile +39.333.2931776 Astrid Serughetti Ufficio Stampa Confesercenti Bergamo Mobile +39.347.7573624 ufficiostampa@conf.bg.it confesercenti.bergamo.it
GUIDE TURISTICHE: In ambito nazionale Federagit incassa dal Ministero del Turismo un importante passo avanti sulla riforma del settore, mentre a Bergamo le guide turistiche continuano a chiedere maggiori controlli sull’abusivismo.
Il Ministero del Turismo ha mostrato segni di apertura sulla riforma del settore delle guide turistiche. «Aspettavamo una nuova legge da 10 anni e il testo illustrato nei giorni scorsi raccoglie molte delle istanze presentate in questi anni dalla nostra categoria. Dalla questione dei controlli e delle sanzioni, alla corretta definizione degli ambiti in cui una guida può operare al fine di tutelarci contro l’abusivismo dilagante e le piattaforme on line» spiega Micol Caramello, Presidente nazionale di Federagit, l’associazione che riunisce le guide e gli accompagnatori turistici di Confesercenti. Il problema esiste anche a Bergamo dove le guide turistiche, sia appartenenti ad una delle associazioni presenti in città, sia freelance, stanno, in questi giorni, incontrando la Polizia Municipale e sollecitando al Comune di Bergamo maggiori controlli e un deciso intervento contro gli abusivi. Barbara Savà , Guida ed Accompagnatrice Turistica di Bergamo: «Il problema è sia di qualità del servizio erogato che fiscale, visto che gli abusivi si fanno pagare in nero, ma non solo. Sono circa 70 le guide turistiche attive su Bergamo, circa 20 quelle per cui è l’attività principale e in questo periodo in cui, con Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023, le richieste stanno aumentando, non è difficile vedere per strada operatori con falsi tesserini di abilitazione alla professione, senza tesserini alcuni che si pubblicizzano persino proponendo tour guidati a cadenza regolare, senza avere l’abilitazione e presumibilmente neanche le competenze richieste, sia linguistiche che storico/culturali. Altri propongono collaborazioni agli esercizi commerciali che spesso accettano non sapendo che, anche loro, possono incorrere in sanzioni pesanti, fra i 1.000 e 4.000 euro, promuovendo guide turistiche non autorizzate». Nei giorni scorsi la Polizia Municipale ha messo a disposizione un numero di telefono ed una mail per le segnalazioni dirette e sono iniziati i controlli in borghese per identificare i trasgressori.
Perdita di negozi di vicinato in tutti i comuni della Bergamasca.
A seguire divulghiamo la lettera aperta, scritta dal Presidente di Confesercenti Bergamo Antonio Terzi e indirizzata nella giornata di ieri ai neo eletti Consiglieri regionali di Bergamo, per sollecitarli sul tema della sempre più grave e consistente perdita di negozi di vicinato in tutti i comuni della Bergamasca. Alla cortese attenzione dei neo eletti Consiglieri regionali Roberto Anelli, Davide Casati, Paolo Franco, Jonathan Lobati, Lara Magoni, Giovanni Malanchini, Ivan Rota, Jacopo Scandella e Michele Schiavi. Casale di Albino perde anche l’ultimo negozio rimasto. Un evento che ormai non fa più nemmeno notizia, relegato alla sensibilità locale più ristretta. Eppure, questo come molti altri casi, contribuisce a incrementare numeri che dovrebbero preoccupare tutti, cittadini e amministratori, ben evidenziati da una recente ricerca di Confesercenti Nazionale che certifica che, ogni ora, due esercizi di vicinato abbassano le serrande. Qualche amministratore locale ci contatta o ci prende in disparte chiedendoci ora, tardi ormai, come può aiutare i propri commercianti in difficoltà. Togliere qualche tassa locale ormai non basta più, il tema è di una tale portata che forse solo un cambiamento strutturale delle politiche di sostegno e delle prospettive può servire. Negli anni, diciamolo chiaramente, si è sviluppato un movimento politicamente trasversale che ha affidato le sorti dell’offerta commerciale al libero mercato. Che, non si sa bene per quale motivo, dovrebbe garantire il miglior equilibrio possibile. Visto che gli effetti sono questi, mi chiedo se il venir meno dei servizi sul territorio va considerato come evento virtuoso? O come effetto collaterale di un quadro positivo? In questa visione, quindi, se il mercato, o meglio i suoi esponenti, si presentano in un municipio a proporre l’ennesimo supermercato, come sta avvenendo pochi chilometri più a valle di Casale e in tanti altri comuni della provincia di Bergamo, significa semplicemente che c’è ancora bisogno di un supermercato. E con queste certezze si rimpinguano le casse comunali con significativi oneri di urbanizzazione, si sacrificano zone verdi cementificandole, si sigillano altre saracinesche di negozi in paese e anche nei paesi vicini, si sacrificano le esigenze delle famiglie che trovano decine di punti vendita dove acquistare alimentari, ma non hanno più a portata di mano un negozio di scarpe o altri servizi altrettanto necessari, si perdono posti di lavoro difficilmente ricollocabili. Il gioco vale la candela? Se le istituzioni intendono tornare ad essere punto di riferimento per i cittadini – leggasi un’attenzione al crescente astensionismo – ascoltino le loro esigenze, che oggi sono in gran parte legate al mantenimento dei servizi sul territorio. Sono state settimane anche di confronto elettorale per la Regione, forse anche più impegnativo del confronto per le politiche. Abbiamo incontrato tanti candidati e a tutti loro proposto queste riflessioni, che necessitano ora di misure e di interventi reali visto che tutti si sono detti pronti ad intervenire per una migliore pianificazioni di questi interventi e di quelli legati alla logistica. Anche per questo ci aspettiamo un rinnovato senso di responsabilità da parte delle amministrazioni comunali che nei prossimi mesi, grazie ai Distretti del commercio, saranno impegnate nel rilancio del comparto, auspicando non siano solo l’occasione per coordinare investimenti pubblici di contesto, ma anche per l’attivazione di strumenti condivisi di pianificazione commerciale ed urbanistica sovracomunale. Recuperare il terreno perduto non sarà facile: Confesercenti Nazionale si spinge a chiedere un cambio di passo nelle politiche fiscali nazionali, con una fiscalità di vantaggio per i negozi di vicinato, che oggi, giova ricordarlo, soffrono da anni il fatto che le nuove modalità distributive, in primis l’e-commerce delle multinazionali, una fiscalità di vantaggio se la sono presa senza chiederla. E senza che nessuno, ad oggi, abbia avuto il coraggio di contrastare tutto ciò o almeno di mitigarne l’impatto. Confidiamo che le attenzioni al nostro mondo manifestate in modo consapevole da parte di molti candidati durante la corsa elettorale regionale possa tradursi in atti concreti nel corso della legislatura appena iniziata. Antonio Terzi Presidente di Confesercenti Bergamo
SICUREZZA INFORMATICA: dalla ricerca Confesercenti-SWG colpita un’impresa su quattro.
Franco Asperti, Confesercenti Bergamo: «Il problema esiste ed è più consistente di quanto venga percepito». Il pericolo hacker preoccupa (e coinvolge) sempre di più le piccole e medie imprese italiane. Una su quattro è stata colpita da problemi relativi alla sicurezza informatica (26%), e il 52% destinerà nell’anno in corso risorse per la messa in sicurezza dei propri dati, per un investimento complessivo di quasi 470 milioni di euro. Complessivamente nei prossimi tre anni le spese per la difesa informatica delle imprese ammonteranno a 10 miliardi di euro. È quanto emerge da un sondaggio condotto da SWG per Confesercenti sulle PMI tra i 10 ed i 50 dipendenti, a due settimane dagli attacchi dei pirati informatici che nel mese di febbraio hanno colpito l’Italia. Un problema che riguarda sempre di più anche le attività economiche. La progressiva digitalizzazione del terziario ha portato infatti quasi la totalità delle imprese intervistate – il 97% – ad adottare uno o più sistemi informatici: il 90% ha un sistema di posta elettronica gestito internamente, il 73% ha un sito web, mentre il 61% si avvale di un software o piattaforma gestionale interna. Un ulteriore 35% mette a disposizione dei clienti una rete Wi-Fi pubblica, mentre il 28% gestisce un portale di e-commerce. Ma anche la salvaguardia di dati sensibili e informazioni riservate è un fattore critico, viste le nuove indicazioni circa l’acquisizione, la gestione, l’utilizzo e l’archiviazione dei dati personali. Per questo, il 49% delle PMI ritiene di dover fare di più per garantire la sicurezza dei propri dati e dell’attività, mentre una quota appena superiore – il 52% – prevede di destinare risorse a questo fine nell’anno in corso, con una spesa media di 4.800 euro per impresa, per un totale di oltre 470milioni. Solo il 50%, però, ha già individuato un fornitore di servizi a cui affidarsi. Franco Asperti, membro di Giunta Confesercenti Bergamo: «Il problema esiste ed è più consistente di quanto venga realmente percepito, anche se c’è una crescente sensibilità. Il cyber crime è uno dei rischi ma non l’unico, perchè per esempio uno dei temi centrali è la sicurezza e la protezione dei dati contenuti nei sistemi informatici delle imprese e coinvolge direttamente le tecnologie e gli strumenti adottati. Il problema di fondo è la percezione di questo rischio e occorre lavorare sulla formazione degli imprenditori perchè nessun settore merceologico è esente dal pericolo e un negozio di abbigliamento può vedere interrotto il proprio operato tanto quanto un albergatore». no 45 non saprei 6 Valori % Per il 2023 Lei prevede di destinare risorse per la sicurezza informatica? sì 52 no 48 Valori % E lei può quantificare la spesa che ha previsto? Media in euro 4.800,00 (risponde chi prevede di destinare delle risorse) E lei ha già individuato un fornitore al quale rivolgersi per la sicurezza informatica? sì 50 no 48 non saprei 2 Valori % Filippo Caselli, direttore di Confesercenti Bergamo: «La sicurezza informatica è uno degli aspetti centrali della digitalizzazione, il cui ruolo determinante è ormai assodato in tutti i settori, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa, anche per questo dedicheremo spazio alla cyber security nelle attività programmate nel 2023 dal nostro Sportello Digitale, per il quale stiamo predisponendo un calendario di approfondimenti». DI SEGUITO LE TABELLE DELL’INDAGINE NAZIONALE Di quali dei seguenti strumenti informatici è dotata la Sua azienda? Posta elettronica (gestita internamente) 90 Sito Internet 73 Sistema gestionale interno 61 Wi-Fi pubblico 35 Portale e-commerce 28 Nessuno di questi 3 Valori % (somma delle risposte) Per quanto concerne la gestione dei suddetti sistemi informatici ha mai registrato problemi relativi alla sicurezza? sì 26 no 74 Valori % Ritiene di dovere fare di più per garantire la sicurezza dei propri dati e della propria attività informatica? sì 49
Insediamento supermercato a Torre Boldone
«Apprendiamo dalla stampa locale di un possibile nuovo insediamento di un Supermercato a Torre Boldone, una proposta che sbalordisce non tenendo conto delle caratteristiche del servizio commerciale esistente caratterizzato da un’offerta già a nostro parere satura se pensiamo che nell’arco di 5 minuti in auto troviamo un gran numero di altri punti vendita di medie dimensioni, sia verso il Comune di Ranica, che in direzione Bergamo. Auspichiamo che durante l’iter di valutazione ci possano essere occasioni di confronto con l’Amministrazione comunale di Torre Boldone che forse non considera la necessità di tutelare gli investimenti di altri operatori presenti sul territorio, piccole e medie imprese del bacino di riferimento, nonché gli operatori su area pubblica del mercato del mercoledì, dunque l’occupazione esistente». Aggiunge inoltre il direttore, anche in vista delle prossime elezioni regionali – «Contro l’ineluttabilità di una crescita sregolata di superfici commerciali ai margini dei paesi e delle Città occorrono regole regionali nuove: il singolo comune non può consentire insediamenti commerciali senza condividere impatti e strategie almeno con i Comuni contermini e gli operatori. Vedremo se nella nuova legislatura si avrà il coraggio di far prevalere la necessità di una coerente pianificazione di servizi pubblici e privati da parte delle amministrazioni comunali sulle spinte del libero mercato». Filippo Caselli, direttore di Confesercenti Bergamo
Legge di Bilancio 2023: le principali novità in materia immobiliare

La Legge di Bilancio 2023 introduce novità in materia fiscale come, ad esempio, le modifiche al Superbonus, l’estromissione agevolata dell’immobile dell’imprenditore individuale, la rideterminazione del costo fiscale dei terreni e delle partecipazioni (quotate e non quotate), l’ammortamento dei fabbricati strumentali per le imprese operanti nel commercio di prodotti di consumo al dettaglio. Superbonus – Aliquota del 110% per le spese 2023 Sono state introdotte ulteriori modifiche alla disciplina del superbonus contenuta nell’art. 119 del DL 34/2020, da ultimo modificata dall’art. 9 del DL 18.11.2022 n. 176 (decreto c.d. “Aiuti-quater”, in corso di conversione in legge). Riduzione dell’aliquota dal 110% al 90%È stabilito che per gli in¬terventi effettuati dai condomini e dalle persone fisiche su parti comuni di edifici inte¬ra¬men¬te posseduti fino a 4 unità, ma anche dalle persone fisiche per gli interventi sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio il superbonus spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, nella misura del:• 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022;• 90% per le spese sostenute nell’anno 2023;• 70% per quelle sostenute nell’anno 2024;• 65% per quelle sostenute nell’anno 2025. Norma transitoria – Aliquota al 110% per le spese 2023La riduzione dell’aliquota dal 110% al 90% con riguardo alle spese sostenute nell’an¬no 2023 per gli interventi effettuati dai suddetti soggetti non si applica agli interventi diversi da quelli effettuati dai condomini per i quali, alla data del 25 novembre 2022, risulta effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) ai sensi dell’art. 119 co. 13-ter del DL 34/2020 (c.d. “CILAS”); agli interventi effettuati dai condomini per i quali la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori risulta adottata in data antecedente alla data di entrata in vigore del DL 176/2022 (stabilita al 19 novembre 2022) e a condizione che per tali interventi, alla data del 31 dicembre 2022, risulti effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) ai sensi dell’art. 119 co. 13-ter del DL 34/2020; oppure se la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori risulta adottata in una data compresa tra il 19 novembre 2022 e quella del 24 novembre 2022 e a condizione che per tali interventi, alla data del 25 novembre 2022, la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) risulti effettuata, ai sensi dell’art. 119 co. 13-ter del DL 34/2020; infine agli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici per i quali alla data del 31 dicembre 2022 risulta presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo. Estromissione agevolata dell’immobile dell’imprenditore individualeÈ stata riaperta la disciplina agevolativa dell’estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale, che consente di fare transitare l’immobile dalla sfera im¬prenditoriale a quella personale con un’imposizione ridotta.Ambito soggettivoPossono beneficiare delle agevolazioni gli imprenditori che risultano in attività sia alla data del 31 ottobre 2022 (data alla quale gli immobili strumentali devono risultare posseduti dall’imprenditore); sia alla data dell’ 1 gennaio 2023 (data alla quale sono riferiti gli effetti dell’estromissione). Ambito oggettivoL’estromissione agevolata riguarda gli immobili strumentali per natura e gli immobili strumentali per destinazione. Gli immobili oggetto dell’agevolazione:– devono essere posseduti al 31 ottobre 2022 e a tale data presentare il requisito della strumentalità;– devono risultare posseduti anche alla data dell’1 gennaio 2023. Imposta sostitutivaIl regime agevolativo in commento prevede l’assoggettamento della plusvalenza derivante dall’estromissione ad un’imposta sostitutiva pari all’8%; la possibilità di determinare la plusvalenza assumendo, in luogo del valore normale dell’immobile, il suo valore catastale. AdempimentiAi fini delle agevolazioni in esame l’operazione deve avvenire tra l’1 gennaio 2023 e il 31 maggio 2023, anche mediante comportamento concludente (es. annotazione nelle scritture contabili); l’imposta sostitutiva deve essere corrisposta per il 60% entro il 30 novembre 2023 e per il rimanente 40% entro il 30 giugno 2024. Rideterminazione del costo fiscale dei terreni e delle partecipazioni (quotate e non quotate)Viene prevista la proroga per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni non quotate di cui all’art. 5 della L. 448/2001, estendendo il suo ambito di applicazione anche alle partecipazioni negoziate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione. Inoltre, è stata prorogata anche la rivalutazione dei terreni (agricoli e edificabili) di cui all’art. 7 della L. 448/2001.Per il 2023, quindi, sarà consentito a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni e dei terreni posseduti alla data dell’1.1.2023, al di fuori del regime d’impresa, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ai sensi dell’art. 67 co. 1 lett. a) – c-bis) del TUIR, allorché le partecipazioni o i terreni vengano ceduti a titolo oneroso. Aliquota unica del 16% per l’imposta sostitutivaLa rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni (quotate e non quotate) e dei terreni per l’anno 2023 prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva con aliquota unica del 16%.Versamento dell’imposta sostitutivaL’imposta sostitutiva del 16% deve essere versata:per l’intero ammontare, entro il 15 novembre 2023;oppure, in caso di opzione per il versamento rateale, in tre rate annuali di pari importo scadenti, rispettivamente, il 15 novembre 2023, il 15 novembre 2024 e il 15 novembre 2025; le rate successive alla prima dovranno essere maggiorate degli interessi del 3% annuo, a decorrere dal 15 novembre 2023.La rideterminazione si perfeziona con il versamento, entro il 15 novembre 2023, del totale dell’imposta sostitutiva dovuta o della prima rata. Imprese operanti nel commercio di prodotti di consumo al dettaglio – Ammortamento dei fabbricati strumentaliViene incrementata al 6% l’aliquota di ammortamento dei fabbricati strumentali utilizzati per l’esercizio delle imprese operanti nei settori del commercio di prodotti di consumo al dettaglio.La disposizione si applica per i periodi d’imposta 2023-2027. Richiesta di contatto
Il FRI-Tur eroga fondi per digitalizzazione e riqualificazione nel turismo

Il “FRI-Tur” acronimo di Fondo Rotativo Imprese per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo nel turismo, è un incentivo promosso dall’omonimo Ministero che punta a migliorare i servizi di ospitalità e a potenziare le strutture ricettive in un’ottica di digitalizzazione e sostenibilità ambientale. La misura si rivolge ad investimenti compresi tra i 500 mila euro e i 10 milioni di euro, con un focus su interventi di riqualificazione energetica ed antisismica, eliminazione delle barriere architettoniche ed altri ambiti in grado di rafforzare la competitività delle imprese e di facilitare il raggiungimento di nuovi standard di qualità riconosciuti a livello internazionale e può essere riferito ad una o più unità dell’impresa richiedente situate sul territorio nazionale. La dotazione finanziaria complessivamente messa a disposizione è pari a 780 milioni di euro, di cui 180 milioni stanziati per i contributi e 600 milioni destinati al finanziamento agevolato. Il 50% delle risorse è destinato agli interventi di riqualificazione energetica ed il 40% delle risorse stanziate per il contributo diretto alla spesa sono destinate alle imprese con sede in una delle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Possono presentare domanda di agevolazione le seguenti realtà: alberghi; agriturismi; strutture ricettive all’aria aperta; imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale; stabilimenti balneari; complessi termali; porti turistici; parchi tematici, inclusi quelli acquatici e faunistici. Le imprese che vogliono presentare domanda devono avere i seguenti requisiti al momento della presentazione: gestire un’attività ricettiva o di servizio turistico in immobili o aree di proprietà di terzi o essere proprietari degli immobili presso cui è esercitata l’attività che è oggetto dell’intervento; essere regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese; essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non trovarsi in stato di liquidazione anche volontaria o di fallimento; avere una stabile organizzazione di impresa sul territorio nazionale; essere in regola con le disposizioni in materia di normativa edilizia, urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni, della salvaguardia dell’ambiente e con gli obblighi contributivi; essere in regime di contabilità ordinaria; essere in possesso di una positiva valutazione del merito di credito da parte di una banca finanziatrice e di una delibera di finanziamento rilasciata da quest’ultima; adottare un apposito regime di contabilità separata laddove operanti nel settore agricolo o della pesca. I progetti dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2025 ed essere conformi alla normativa ambientale nazionale ed europea e agli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio DNSH (Non arrecare danno significativo all’ambiente). Il programma di investimento dovrà prevedere la realizzazione di almeno uno dei seguenti interventi: riqualificazione energetica delle strutture; riqualificazione antisismica; eliminazione delle barriere architettoniche; manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri; realizzazione di piscine termali (solo per gli stabilimenti termali); interventi di digitalizzazione; interventi di acquisto o rinnovo di arredi. Il programma di investimento dovrà inoltre avere i seguenti requisiti: essere compatibile con le finalità statutarie dell’impresa proponente; essere organico e funzionale all’attività esercitata dall’impresa proponente; essere avviato successivamente alla data di presentazione della domanda; essere idoneo a realizzare il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva; non essere realizzato in adempimento a norme di legge obbligatorie; essere avviato e concluso rispettivamente entro 6 e 30 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. Sono ammissibili le spese funzionali alla realizzazione dei progetti di cui sopra, relative all’acquisto di beni e servizi con i seguenti limiti: servizi di progettazione relativi alle successive voci nel limite del 2%; suolo aziendale e sue sistemazioni nella misura massima del 5% dell’importo complessivo ammissibile; fabbricati, opere murarie ed assimilate, nella misura massima del 50% dell’importo complessivo ammissibile; macchinari, impianti, attrezzature varie nuovi di fabbrica; investimenti in digitalizzazione (esclusi i costi per l’intermediazione commerciale) nel limite massimo del 5%. Le agevolazioni possono essere concesse fino al 31 dicembre 2023, salvo eventuali proroghe autorizzate dalla Commissione Europea. Sono previste due forme di incentivo: contributo diretto alla spesa: concesso sulla base degli importi ammissibili delle spese, tenuto conto delle percentuali massime sulla base della dimensione dell’impresa e della localizzazione dell’investimento, coerentemente con i target di attuazione previsti dal PNRR, in percentuale massima del 35% dei costi e delle spese ammissibili; finanziamento agevolato: concesso da Cassa Depositi e Prestiti ad un tasso nominale annuo pari allo 0,5%, con una durata compresa tra 4 e 15 anni, comprensiva di un periodo di preammortamento della durata massima di 3 anni, a partire dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento. Al finanziamento agevolato deve essere abbinato un finanziamento bancario a tasso di mercato di pari importo e durata, erogato da una banca finanziatrice che aderisce alla Convenzione del 29 agosto 2022 firmata dal Ministero del Turismo, Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti. La somma del finanziamento agevolato, del finanziamento bancario e del contributo diretto alla spesa non può essere superiore al 100% del programma ammissibile. L’impresa richiedente dovrà assicurare la copertura integrale del programma di investimento, inclusi i costi necessari ma non ammissibili e l’IVA complessiva, apportando ulteriori risorse finanziarie non agevolate. La domanda può essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposito portale messo a disposizione dall’Ente, dalle ore 12.00 del 1 marzo 2023, fino alle ore 12.00 del 31 marzo 2023 e le domande verranno esaminate in ordine cronologico di presentazione. I suddetti incentivi sono alternativi alla misura “Tax credit riqualificazione alberghi” non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi. Gli incentivi cumulati sono riconosciuti nel rispetto dei limiti previsti dal GBER (Regolamento UE 651/2014). Per ulteriori informazioni Dott.ssa Stefania Giossi Email: s.giossi@conf.bg.it Richiesta di contatto